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Ostuni lotta per metà gara, poi si scioglie davanti a Bohanon

Non riesce l’impresa casalinga alla Cestistica Ostuni, che perde di 21 punti davanti al proprio pubblico (o di ciò che ne resta) contro la Angel Manfredonia e continua il trend negativo, con le sconfitte di fila che a questo punto diventano sei. Nulla di inaspettato, dato che almeno le ultime quattro partite (contro Udas, Vieste, Foggia e la stessa Manfredonia) erano oggettivamente molto difficili, ma ciò che può preoccupare in questo periodo è la eccessiva fragilità psicologica di questa squadra, incapace di reagire emotivamente ai parziali avversari, anche in una serata come quella di ieri in cui le cose stavano andando nel verso giusto.

E così finisce con i biancoazzurri a dominare in lungo e in largo nel secondo tempo, tra i mugugni dei pochi spettatori presenti e dopo che i gialloblù avevano ampiamente tenuto testa nel primo, con una difesa aggressiva e un attacco ordinato, nel quale spiccava Craft (21 punti, 15 rimbalzi e grande presenza sotto i tabelloni). Angel trascinata da un Duke Bohanon in versione Kevin Durant e francamente immarcabile, 46 punti e una domanda che sorge spontanea: che ci fa questo in Serie C?

Coach Vozza, con il roster finalmente al completo, aveva scelto capitan Morena titolare e Milone dalla panchina, per dare più peso sotto canestro contro il quintetto “strong” dei foggiani (Gramazio, la coppia Aliberti-D’Arrissi sotto canestro, e i due americani Bohanon e Miller sugli esterni). E per metà partita, il piano gara ostunese ha funzionato, con Miller ben marcato da Griffin e Bohanon contenuto a medie umane da Altavilla e Di Salvatore (14 punti nei primi due quarti): e a dire il vero, senza un arbitraggio leggermente inadeguato, la Cestistica avrebbe tranquillamente chiuso all’intervallo sulla doppia cifra di vantaggio, anziché di un solo punto (36-35).

Parziale consolazione, perché il terzo quarto della Cestistica è stato invece da incubo (15-29), con lo stesso Bohanon sugli scudi a bacchettare sulle rovine della difesa ostunese, soprattutto in contropiede, con una schiacciata dopo l’altra. E i gialloblù inermi, impotenti e incapaci di mettere sul parquet il cuore e gli attributi per recuperare una partita che, anche in doppia cifra di svantaggio, era ampiamente alla portata, e non certo impossibile da vincere, anche sul -12 nell’ultimo quarto.

Domenica a Bari contro l’Adria di De Bellis e Delli Carri, per la Cestistica sarà una partita molto più abbordabile rispetto alle ultime: servirà una reazione vera, di carattere, a prescindere dal risultato (comunque importante). Questa squadra ha bisogno di una scossa, di una vittoria, per non avere più paura di perdere contro chiunque. Perché se la missione playoff, con le concorrenti che si rinforzano, sembra adesso più che mai una chimera, bisogna ricordarsi dell’obiettivo minimo, la salvezza senza passare dai playout: a patto di tornare quelli di inizio stagione.

TABELLINO

Cestistica Ostuni-Angel Manfredonia 74-95 (21-15; 36-35; 51-64)

OSTUNI: Milone 12 (1/3 da 2, 3/6 da 3, ½ TL, 3 PER); Morena 2 (1/5 da 2, 0/3 da 3, 4 RB); Tanzarella 4 (2/2 da 2, 0/3 da 3); Di Salvatore 4 (2/4 da 2, 0/2 TL, 3 PER); Taveri NE; Craft 21 (9/12 da 2, 3/7 TL, 15 RB); Griffin 19 (6/15 da 2, 2/5 da 3, 1/3 TL, 8 RB, 5 PER); Calò NE; De Giorgi 0 (1 RB); Altavilla 12 (4/7 da 2, 4/4 TL, 3 RB, 2 PER). Coach: Vozza.

MANFREDONIA: Miller 18, Bohanon 46, Gramazio 5, Aliberti 2, Prencipe NE, Ciccone, Castigliego, Alvisi 8, D’Arrissi 16. Coach: Ciociola.

ARBITRI: Di Sisto (Lecce), Di Monte (Matera)