Cestistica Ostuni  (2)C’è poco da dire e poco da fare: il basket non è uno sport come tutti gli altri. Alzi la mano chi a mezz’ora dalla palla a due, vedendo Johnathan Hudson zoppicante sugli spalti a fianco al suo allenatore Cristian Vigilante (squalificato, come suo fratello Luca), avrebbe mai immaginato una partita così combattuta e sofferta come la gara 3 che abbiamo visto domenica pomeriggio al PalaGentile. In quel PalaGentile che per una volta, forse la prima volta quest’anno, si è dimostrato il vero e proprio sesto uomo in campo, dando ai ragazzi di casa una carica e una forza incredibili, fino al successo finale.

E invece la bella contro la Diamond Foggia, rimaneggiata e con le rotazioni ridotte all’osso, è stata la partita più intensa ed equilibrata dell’anno: magari non eccessivamente spettacolare, con tanti errori al tiro da entrambe le parti, ma certamente l’emblema di ciò che sono i playoff. Un campionato a parte, uno sport a parte. I foggiani, trascinati dalle buone prove dei due Padalino, ma soprattutto dalla commovente prestazione di Marco Dell’Aquila (fenomeno vero, al di là delle mere statistiche), sono rimasti aggrappati alla partita fino all’ultimo minuto, conducendola per più di un tempo, imbrigliando l’attacco gialloblù con una difesa a zona aggressiva e rognosissima.

Ostuni ha rincorso gli avversari per tutto il match, trovando il primo vantaggio solo nel terzo quarto (per poi tornare sotto di 8 punti), con squadra e pubblico che ci hanno creduto, a ragione, fino alla fine: fino a quel tiro impossibile segnato dall’angolo sinistro da Carlo Menzione, un fade away insensato, con la mano di Padalino in faccia, che dopo una parabola altissima si è infilato, soffice soffice, nella retina. Sono stati quei due punti, il 74-70, a dare la spallata finale agli arancioni, da applausi per impegno ma stremati nel fisico.

Coach Vozza, che recupera il motivatissimo Antonio Caloia (il suo recupero lampo, miracolo dello staff medico, è legato soprattutto alla grande voglia di giocare del ragazzo), si presenta sul parquet con lo stesso Caloia tra i titolari, a fianco a capitan Morena, Menzione, Argentiero e Marseglia. La Diamond risponde con Dell’Aquila, Chiappinelli, Donelson e i due Padalino, Antonio (classe ’96) e Nicola (classe ’71), la speranza e la leggenda. Ed è la speranza, l’appena 18enne numero 9 foggiano, a partire forte, già in doppia cifra all’intervallo. I primi due quarti sono una fotocopia l’uno dell’altro: Foggia parte subito 6-0, Ostuni rimonta e pareggia, ma per la prima metà della partita non riesce mai a superare gli avversari né a mettere a segno i tanti tiri da fuori tentati, restando attaccata al match ma senza mai riuscire a dare lo strappo decisivo.

E’ la difesa a zona della Diamond, stretta in area per evitare problemi di falli (Chiappinelli a quota 3 dopo 4 minuti di gioco, Padalino quasi subito a quota 2), a creare i maggiori problemi: Ostuni non riesce quasi mai a segnare da fuori, ma quando ci riesce, con Caloia prima e Morici poi, mette a segno un parziale che porta il massimo vantaggio sul +4 (43-39 a metà del terzo quarto). Un contro-parziale di 12-0 di Foggia però, con Padalino (senior) sugli scudi, porta gli ospiti addirittura sul +8 (43-51), in una fase del match in cui la paura della eliminazione si fa sentire come un brivido sulla schiena di giocatori e tifosi: il terzo quarto si chiude sul 48-54.

L’ultimo quarto è tutt’altra storia. I gialloblù, sospinti da un pubblico strepitoso, rosicchiano piano piano lo svantaggio fino a riacciuffare Foggia, grazie alle triple, due nel solo ultimo quarto, dell’eroe di casa Gianluca Marseglia, intervallate dai canestri di Menzione, Motta e Morici. Ma a fissare i chiodi sulla bara della Diamond, dopo una tripla di Chiappinelli che dà l’ultimo vantaggio ai suoi (61-62), e prima degli ultimi canestri del coraggioso Dell’Aquila, è una bomba da 8 metri di Mimmo Morena, che fa esplodere il palasport in un urlo liberatorio, prima dello spettacolare “ciaff” di Carlo Menzione già citato prima.

Sarà finale, dunque. Una finale meritatissima, per una squadra che durante la regular season ha dimostrato di essere tra le più forti del girone, e che ha perso il primo posto e la promozione diretta solo nei due scontri diretti persi contro l’Udas Cerignola. Adesso, sulla strada tra la Cestistica Ostuni e la promozione in DNC, ci sarà la forte Nuova Alius San Severo di Bjelic e coach Panizza, che ha liquidato l’Olimpica Cerignola travolgendola nella decisiva gara 3. Domenica prossima al PalaGentile il primo round: con un pubblico come quello di ieri, non si può e non si deve assolutamente fallire.

CESTISTICA OSTUNI – Diamond Foggia 77-70.

TABELLINI
OSTUNI: Morena 11 (3/5 da 2, 1/6 da 3, 2/2 tiri liberi, 10 rimbalzi, 2 assist); Marseglia 15 (0/6 da 2, 4/7 da 3, 3/8 tiri liberi, 5 rimbalzi, 4 assist, 2 perse); Morici 14 (2/5 da 2, 2/5 da 3, 4/5 tiri liberi, 3 rimbalzi, 3 assist, 4 recuperi); Menzione 20 (8/9 da 2, 0/3 da 3, 4/7 tiri liberi, 5 rimbalzi, 2 recuperi, 4 perse); Caloia 12 (4/5 da 2, 1/1 da 3, 1/2 tiri liberi, 7 rimbalzi); Tanzarella NE; Argentiero 0 (0/4 da 2, 0/4 da 3, 2 rimbalzi, 2 perse); Zito NE; Valente NE; Motta 5 (2/7 da 2, 1/2 tiri liberi, 6 rimbalzi, 2 perse, 2 recuperi). Coach: Vozza.
FOGGIA: Chiappinelli 11, E. Padalino NE, Suriano NE, A. Padalino 10, N. Padalino 14, Macchiarola 5, A. Dell’Aquila, Ferramosca 3, Donelson 12, M. Dell’Aquila 15.

Ufficio stampa e comunicazione – CESTISTICA OSTUNI