Antonio Conte

La carriera di Antonio Conte è senza dubbio la più gloriosa e importante di un calciatore pugliese, che continua in questo momento a livello dirigenziale essendo il salentino allenatore dell’Inter. Nato a Lecce nel 1969, Conte si è fatto notare fin da adolescente per il suo carattere combattivo e per non arrendersi mai in mezzo al campo. Parliamo dunque di un grande lottatore che è riuscito ad abbinare grinta e qualità, diventando così un centrocampista completo in grado anche di fare la differenza nell’area avversaria con i suoi inserimenti. Molto abile nel gioco aereo e in grado di distinguersi soprattutto per la sua leadership, il salentino sarebbe cresciuto nel settore giovanile del Lecce, la squadra della sua città, prima di compiere il salto di qualità e venire ingaggiato dalla Juventus nel mese di novembre del 1991. Con la squadra bianconera Conte vinse la Coppa dei Campioni del 1996, fino a oggi l’ultimo trofeo intercontinentale alzato al cielo dal club torinese, e avrebbe disputato ben 13 stagioni, molte delle quali come capitano.

L’attuale allenatore dell’Inter, la grande favorita alla vittoria del titolo di Serie A 2020-21 secondo le più aggiornate scommesse sportive di questo momento, ha dunque nel suo passato una carriera importantissima da calciatore, con la quale è riuscito a prendere la spinta giusta per trovare grandi successi anche da tecnico. Molto legato alla Juventus, società nella quale ha vissuto i migliori anni da giocatore conquistando ben cinque scudetti in totale, Conte sarebbe stato capace di dare una svolta al club torinese anche da allenatore. Dopo una carriera iniziata in maniera titubante con varie esperienze tra Arezzo, Bari, Atalanta e Siena, il salentino fu scelto nell’estate del 2011 come allenatore della Juventus dal presidente Andrea Agnelli. Fu in quel momento che avvenne il grande click per la società torinese, la quale dopo la crisi di Calciopoli e tanti anni di limbo in Serie A trovò proprio con Conte la linfa vitale grazie alla quale avrebbe iniziato un ciclo strepitoso di vittorie testimoniato da nove titoli nazionali vinti di seguito, una striscia positiva ineguagliabile a questi livelli. Dall’estate del 2011 a quella del 2014 il tecnico salentino riuscì a creare una figura sportiva assoluta, puntando molto sul 3-5-2 che ormai è diventato un marchio di fabbrica proprio che è stato ripetuto anche in nazionale.

Quella agli europei del 2016 è un’altra grande avventura firmata Conte, il quale con una nazionale italiana con solamente De Rossi, Chiellini e Buffon come grandi nomi e piena di giocatori operai fu eliminata solamente ai quarti di finale ai calci di rigore dalla Germania e si tolse il lusso di eliminare addirittura la Spagna campione in carica con un secco 2-0 a Parigi. Adesso all’Inter, con la quale sta mettendo in piedi un altro progetto ambizioso, l’allenatore pugliese punta a vincere uno Scudetto in Italia sette anni dopo l’ultimo trionfo tricolore proprio con la Juventus, società con la quale adesso è in rotta ma alla quale deve molto dal punto di vista dei risultati.