Da Mola a Mola. Sei mesi esatti su un’altalena emotiva con una triste realtà sotto i nostri occhi.

Dallo scoramento per la mancata finale, all’eccitazione per un mercato sensazionale.
Dalla difficile elaborazione estiva della sconfitta alle preoccupazioni per le prime uscite, culminate domenica sera con la più rovinosa delle cadute.

Una “non partita” da impresentabili.
Un mancato scontro diretto andato in scena tra due compagini attualmente troppo diverse per poter competere per gli stessi obiettivi.

Da una parte un roster di qualità ed organizzato contro una squadra-non squadra, incapace di giocare da collettivo e di scongiurare una debacle storica.
Un brusco tonfo, non del tutto inatteso, che ci fa ripiombare nella più rabbiosa delle prese di posizione.

Non passi il messaggio di un nostro attacco ad personam: per figuracce come quella di domenica sera la responsabilità va ricercata e divisa esattamente in parti uguali tra tutti protagonisti sul parquet.

Dal coach al presunto campione preso dalla serie B, dai riconfermati agli under.

E un doveroso mea culpa spetta anche a noi: in questa irregolare alternanza di emozioni, alcune nostre ultime e isolate manifestazioni di insofferenza e contestazione non hanno mantenuto quel carattere di intesa ed unità che contraddistingue un gruppo come il nostro, tradendo, in parte, quelle regole non scritte che per tutto questo tempo ci hanno caratterizzato.

Senza più alibi per nessuno, confidiamo in un cambio di rotta a 360 gradi.

Avanti Ostuni, Avanti QBR!

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