Dopo la breve sosta invernale giunta subito dopo le ATP Finals di Londra che, come raccontato da La Gazzetta dello Sport, sono state vinte in modo sorprendente dal giovanissimo tedesco Alexander Zverev, la macchina del tennis si è finalmente rimessa in moto. Si è da poco concluso in Australia il primo Open dell’anno, vinto ancora una volta dal serbo Djokovic che ha iniziato il suo 2019 così come aveva terminato la stagione passata: dominando gli incontri e dando spettacolo contro qualsiasi avversario. Complici l’età ed i continui problemi fisici di Nadal e Federer, Djokovic sta diventando settimana dopo settimana, torneo dopo torneo, il giocatore da battere. Eppure, come ricorderanno gli appassionati, negli ultimi anni Nole è stato più di una volta vicino al ritiro: problemi fisici, rapporti tribolati con il proprio team, mancanza di fiducia e di motivazioni avevano fortemente minato la carriera del serbo che tuttavia, d’improvviso, ha ritrovato sé stesso ed ha iniziato a mettere in fila un titolo dietro l’altro.

Il dominio di Novak Djokovic

Eppure, come detto, il 2018 di Djokovic non era iniziato nel migliore dei modi, anzi. Agli Australian Open 2018 il serbo, dopo aver fatto intravedere qualche lieve segnale di ripresa, agli ottavi di finale venne eliminato da Chung Hyeon in una partita intensa come ricorda Eurosport, vinta dal coreano con il punteggio di 7-6 7-5 7-6. Quella sconfitta gettò nuovamente Djokovic nello sconforto: le perplessità sulla propria integrità fisica, la voglia di trascorrere più tempo con la propria famiglia, i dubbi sulla capacità di poter essere ancora determinante e di tornare a vincere uno Slam, logorarono il serbo per mesi sino a quando non prese la decisione di tornare al passato, in tutti i sensi. Nole decise quindi di assumere il suo coach storico, Marian Vajda e la scelta pagò sin da subito i dividendi sperati. Nel giro di pochi mesi Djokovic apparve un giocatore diverso, più concentrato, più determinato, più voglioso di tornare a dominare il circus come aveva fatto negli anni passati. Il primo banco di prova fu il Roland Garros: dopo un inizio di torneo incoraggiante, tuttavia, Nole fu costretto ad inchinarsi al nostro Marco Cecchinato che, autore di un torneo memorabile, riuscì ad accedere alle semifinali del torneo. Nonostante la cocente sconfitta, il serbo in quell’occasione fece intravedere di essere in netta ripresa, dal punto di vista psicologico ancor prima che fisico. Nella seconda parte di stagione arrivarono finalmente i successi, a Wimbledon prima e agli US Open poi: due trionfi che l’hanno proiettato di diritto nella storia di questo sport in compagnia di Federer e Nadal, suoi due compagni di avventura nell’ultimo decennio del tennis mondiale. Il tempo, tuttavia, trascorre inesorabile anche per due mostri sacri come lo svizzero e lo spagnolo che negli ultimi anni sono stati costretti a limitare le proprie apparizioni ed a programmare le proprie stagioni in modo certosino al fine di evitare di sovraccaricare eccessivamente il loro fisico. Nole, invece, aiutato da qualche anno in meno rispetto ai suoi storici rivali, sembra essere ancora in grado di dominare la scena per molti anni e non è un caso che all’11 di febbraio, insieme proprio a Nadal, a quota 2,80, sia secondo le scommesse tennis di Betway l’assoluto favorito per la vittoria al prossimo Open che si giocherà sulla terra di Parigi, al Roland Garros. La sensazione è che i “Magnifici Tre” siano destinati a dominare la scena ancora per molto tempo e che i nuovi fenomeni Zverev, Tsitsipas e Kyrgios debbano lavorare ancora molto per arrivare ai livelli di Djokovic, Nadal e Federer.

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Fonte: Pexels

Il punto sul 2018 dei tennisti italiani

Quella passata verrà piacevolmente ricordata da tutti i tifosi di tennis italiani per essere stata la prima stagione, dopo più di 40 anni, ad aver visto due italiani chiudere la stagione nella TOP 20 della classifica ATP. Fognini e Cecchinato, grazie ad alcuni ottimi risultati negli Slam e alla vittoria di diversi tornei, sono riusciti a guadagnare posizioni su posizioni ed ha conquistare questo importante traguardo: infatti, era dai tempi d’oro di Panatta e Barazzutti che due tennisti azzurri non riuscivano in questa impresa. Fabio Fognini, dopo la nascita del suo primo figlio e grazie al supporto di sua moglie Flavia Pennetta, sembra essere più concentrato ed aver trovato tranquillità e serenità, caratteristiche che negli anni passati erano apparse il suo principale limite. Dal punto di vista tecnico Fabio è inferiore a pochissimi altri tennisti nel circuito e chissà che, maturando, non possa finalmente riuscire a compiere il definitivo salto di qualità. Cecchinato, dal canto suo, è stata l’autentica rivelazione della passata stagione: dopo anni tribolati, il palermitano ha sorpreso il mondo con il suo tennis fatto di tecnica, qualità ed intensità. Il grande pubblico si è accorto di lui soprattutto al Roland Garros quando, dopo aver battuto Djokovic in un match epico, ha accarezzato addirittura il sogno della finale. La stagione di Fognini e Cecchinato verrà sicuramente ricordata a lungo e la speranza dei tifosi del tennis azzurro è che il 2019 possa regalare loro altrettante emozioni e che, magari, possa essere ricordato come l’anno della definitiva esplosione anche di Matteo Berrettini, uno dei prospetti più interessanti del tennis mondiale.

La stagione del tennis è finalmente iniziata e da amanti ed appassionati di questo magnifico sport l’auspicio è che il 2019 ci possa regalare tanto spettacolo e divertimento. Djokovic, Nadal e Federer restano gli assoluti favoriti per la vittoria dei grandi tornei ma chissà che Tsitsipas e Zverev non possano finalmente riuscire nell’impresa di portarsi a casa un Open.

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