Ostuni sfortunato e sconfitto 3-1 dall’Aradeo, malcontento per la gestione della gara da parte della terna arbitrale. Lo sfogo del presidente Antonio Molentino.

di Alessio Casarano

L’Ostuni Calcio del presidente Antonio Molentino perde 3-1 in casa dell’Aradeo. I gialloblù però recriminano diverse irregolarità che si sono verificate prima, dopo e durante il match. Nel primo tempo le formazioni si studiano a centro campo, pochissime le azioni annotate sul nostro taccuino. Al 8’ cross dalla destra di De Razza che rende pericoloso Previderio che manda fuori da buona posizione. Al 42’ De Vito si rende pericoloso superando tre difensori gialloblù, ma il suo tiro è poco preciso.

Nella ripresa l’Aradeo riparte e cerca la strada del vantaggio che non si concretizza in due azioni, all’8’ e al 10’ con De Razza che va vicino al goal. Al 12’ Ostuni spreca con Tiadiane un ottimo pallone, Satalino in contropiede serve l’attaccante l’ivoriano che tutto solo centra in pieno il portiere di casa. Al 14’ il primo episodio a sfavore della formazione dell’Ostuni, Cristofaro viene ammonito per la seconda volta per un fallo insistente ed i gialloblù restano in 10 uomini, pochi minuti dopo batti e ribatti nell’area difesa da Quartulli e De Razza ne approfitta per infliggere la prima rete del match 1-0.

L’Ostuni in inferiorità numerica ci crede e al 29’ raggiunge il pareggio, Minenna svirgola e ne approfitta Fonte che mette dentro per l’1-1. Azione simile al 39’ da parte dell’Aradeo, De Vito colpisce male la sfera e Dimitri mette dentro con la punta del piede l’2-1. Al 42’ i padroni di casa approfittano di un contropiede ed un errore difensivo per mettere a segno il 3-1 con Migali. Il match termina praticamente qui, l’Ostuni rimedia una sconfitta tra i fischi del pubblico di fede gialloblù per l’arbitraggio scorretto ed imparziale. Nel finale ai nostri microfoni lo sfogo del presidente Antonio Molentino. Qui risultati e classifica.

La Dichiarazione

Dichiarazione del Presidente Antonio Molentino

“In qualità di presidente e proprietario dell’ASD OSTUNI 1945, è giunto il momento di alzare la voce e dire basta.  È mia ferma decisione di ritirare la squadra dal campionato perché, dopo quasi due anni di torti e diseguaglianze, non è più possibile andare avanti. Se la mia società non dovesse trovare udienza presso gli organi federali e presso gli organi di Polizia, magistratura compresa, non disputeremo più nemmeno un allenamento.

Ho subito danni economici innumerevoli e non posso più continuare così.  In occasione della partita Ostuni – Tricase, fui convocato dal questore perché dovevo provvedere a mettere in sicurezza il Comunale di Ostuni. Dovetti far lavorare, notte e giorno, tre persone per ripulire anche il più lontano cm quadrato dell’intera struttura. La Polizia fece 5 sopralluoghi, fui costretto a pagare 4 bagni chimici. Il giorno della partita c’erano 60 poliziotti, finanzieri, carabinieri e vigili urbani.  Lo scorso anno, per arcane ragioni, ho avuto lo stadio chiuso per 7 mesi. Ricevo controlli e sopralluoghi ogni mese.

A fronte di tutto ciò, il resto dei miei avversari viaggia in un’altra dimensione ed in un altro mondo. Ogni santa domenica, andiamo in strutture prive di ogni requisito legale, non troviamo traccia di un poliziotto e/o carabiniere. Io, presidente, per evitare multe devo litigare con i miei tifosi ed impedire loro di gettare sul terreno di gioco le centinaia di sassi e pietre disseminate in tutti gli stadi. Non si vede un carabiniere, non esiste un bagno, non ci sono porte d’ingresso.  È evidente che ci sono due pesi e due misure. Io e la mia squadra diamo fastidio a tutti. Io sono odiato ed inviso da tutti, parte di Ostuni compresa.

A fronte di tutto ciò, se l’ASD OSTUNI 1945 subirà una sola sanzione economica per la partita Atletico Aradeo – Ostuni 1945, io ritirerò la squadra. Evitate di scrivermi e telefonarmi. Adirò le competenti autorità ed, in caso di mancato accoglimento dei nostri ricorsi, il nostro campionato finirà qui. Abbiamo sempre rispettato le regole ed oggi, pretendiamo il rispetto delle regole da tutti gli altri”.

 

 

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