Angelo Brescia

Sanità e PNRR, lettera aperta di Angelo Brescia

Nelle ultime ore le parole del Santo Padre risuonano più che mai, metttendo in evidenza un principio sacrosanto , quello del diritto alla salute e ad una sanità più equa.

Nella Nuova Carta degli Operatori Sanitari è scritto, al riguardo, che «il diritto fondamentale alla tutela della salute attiene al valore della giustizia, secondo il quale non ci sono distinzioni di popoli e nazioni, tenuto conto delle oggettive situazioni di vita e di sviluppo dei medesimi, nel perseguimento del bene, che è contemporaneamente bene di tutti e di ciascuno».

La Chiesa suggerisce che l’armonizzazione del diritto alla tutela della salute e del diritto alla giustizia venga assicurata da un’equa distribuzione di strutture sanitarie e di risorse finanziarie, secondo i principi di solidarietà e di sussidiarietà.

Strutture sanitarie che in termini strutturali di dotazione di apparecchiature e di personale, trovano un divario grandissimo tra il nord e il sud della nostra nazione,tra regioni i e addirittura tra province. Occorre aprire un dibattito forte su questo tema cercando di colmare questo divario che possa consentire a tutti i cittadini in qualsiasi parte del paese di avere le giuste e adeguate cure.

Ricondurre il tutto ad un dibattito che da la colpa ad una politica del passato che ha sperperato e alimentato un modo di fare che nulla ha costruito se non una sanità non più in gardo di rispondere alle vere esigenze dei cittadini), non ha più senso. Sono tante le risorse che arriveranno dal PNRR , bisogna avviare un dibattito e una programmazione seria che metta il dititto alla salute al centro dell’agire politico. Diritto sancito dalla Costituzione Italiana, e ancor dippiù espresso come messaggio prioritario da Papa Francesco.

E’ necessario tenere bene a mente che ogni scelta politica che si compie comporta una serie di iniziative che giocoforza modificano la qualità di vita dei cittadini, che hanno il diritto di eseere curati tutti allo stesso modo. L’aggregato totale degli immobili a uso sanitario attualmente presente in italia risulta pari a 21.055 unità.La pandemia a messo a nudo molte carenze e inefficienze . Diverse strutture rischiano la demolizione mentre numerose altre necessiterebbero di una profonda ristrutturazione impiantistica e funzionale.

Il Pnrr prevede per investire nel sistema sanitario nazionale 15,63 miliardi di euro, di questi circa un miliardo sarà investito per la realizzazione di Ospedali di Comunità, per cui la medicina di prossimità diventa strumento strategico per combattere le sfide future.

Entro il 2026 saranno realizzati 1288 Case della Salute, dei veri e propri centri di intervento sanitario per i quali è previsto un investimento di 2 miliardi. Parte delle risorse dovranno necessariamente essere utilizzate per il capiatle umano è impensabile avere una sanità con piante organiche inadeguate all’effettivo bisogno di salute.

Il mio è un invito da operatore sanitario prima ancora che da politico, la problematica epidemiologica che abbiamo attraversato e che stiamo ancora vivendo, ci impone una forte riflessione e una attenta programmazione. Tutte le amministrazioni devono necessariamente avere bene a mente dove poter allocare tali strutture ed avviare sin da sunito un dibattito propositivo.

Facciamo in modo che il sacrificio di tanti sanitari morti per combattere il virus a mani nude non sia stato vano, diamo ai sanitari il diritto di vivere e svolgere le propire fuzioni in strutture che possano dare le giuste risposte di salute, per attivare un modello di sanità che sia più vicino alle persone e ai territori.

L’agire politico deve essere guidato da un senzo morale altissimo che ponga il bene al centro di ogni scelta.

Angelo Brescia