Pronto Soccorso Ospedale di Ostuni 1
Pronto Soccorso Ospedale di Ostuni 1

Luigi Caroli (FDI): “La regione Puglia costruisce nuovi mega ospedali e non completa quello di Ostuni”

L’attenzione massima sulla medicina del territorio, attraverso il rafforzamento delle strutture nei centri più piccoli. Ma nella recente pianificazione della regione Puglia in ambito sanitario e legata al Pnrr, fondi previsti anche per gli ospedali della provincia di Brindisi.

In particolare all’ospedale di “base” di Ostuni, al Camberlingo di Francavilla Fontana (primo livello) ed al Perrino di Brindisi (secondo livello). Più 10 milioni di euro per le tre strutture inseriti nel documento inviato al Ministero della Salute, legati alla Misura 1.2 “Verso un ospedale sicuro e disponibile”. Saranno così progettati e realizzati, con queste risorse economiche, interventi di adeguamento o miglioramento sismico. Per la città capoluogo previsto un investimento su questo specifico fronte di oltre otto milioni di euro. Somme che si aggiungeranno ad altri risorse economiche che l’asl di Brindisi punta ad ottenere per il completamento del “Di Summa”.

Tra le ipotesi progettuali, poi, previsto in questo piano del fabbisogno regionale in tema infrastrutture, destinati due milioni di euro per interventi antisismici.

Per l’ospedale di Ostuni attesa su più fronti aperti ormai da tempo: per l’occupazione completa dei posti letto previsti (106), nell’ultimo piano ospedaliero regionale pre-covid ancora non raggiunta, il reperimento del personale in più reparti, ed il completamento della nuova ala.

Sul primo fronte l’obiettivo è quello di trasferire ad Ostuni anche la lungodegenza, come da piano regionale. Durante la prima fase dell’emergenza sanitaria, poi, tra le valutazioni dell’Asl di Brindisi, anche quello di destinare un milione di euro di fondi ministeriali per l’attivazione di otto posti di terapia intensiva proprio nell’ospedale della Città Bianca. Anello di congiunzione fondamentale per ogni prospettiva futura della struttura il completamento dei lavori della piastra. Cantiere iniziato oltre 10 anni, ed a oggi senza un futuro certo, almeno nella definizione della copertura economica per ultimare. Nelle scorse settimane il governatore pugliese Michele Emiliano in un incontro con i rappresentanti del Pd di Ostuni aveva garantito la possibilità di utilizzare i fondi del Programma operativo complementare Puglia 2014-2020. Ieri, però, in commissione, secondo quanto affermato dal consigliere regionale di Fratelli D’Italia Luigi Caroli, sarebbe emersa una situazione differente.

«In una Regione impegnata a costruire nuovi e grandi ospedali a Monopoli, Taranto, Maglie, Andria, sentire dall’assessore alla Sanità, Pierluigi Lopalco, che per completare lavori all’ospedale di Ostuni, iniziati nel 2004, si deve attendere la ricognizione degli investimenti che saranno liberati con l’utilizzo del Pnrr, è davvero mortificante. E’ evidente che questo governo regionale considera la provincia di Brindisi la cenerentola della Puglia». Lo stesso rappresentante di Fdi ha aggiunto: «Come giustamente ha detto Lopalco, per completare la piastra che dà dignità alla struttura, ma soprattutto a chi lavora e viene ricoverato, servono solo 6 milioni di euro. A mio modesto parere non serve neppure aspettare di veder liberate risorse, ma basterebbe fare una ricognizione delle somme previste nell’ex art. 20». Fratelli D’Italia Puglia continua a manifestare timori per il futuro della nuova piastra della Città Bianca. «Francamente sapere che Lopalco confida entro fine mese di avere il report di quanto si risparmia con l’utilizzo del PNRR per poi capire se e come trovare 6 milioni per l’Ospedale di Ostuni è ritenere i brindisini pugliesi di serie B. La pazienza sta per finire: aspetteremo ancora una volta il cronoprogramma che l’assessore ha dato oggi in Aula: entro la fine dell’anno. Se l’Assessorato non troverà sei milioni per il completamento di Ostuni, come brindisini – annuncia Caroli – prenderemo le iniziative idonee per far sentire la nostra voce. Ci sono consiglieri regionali che recentemente si sono incatenati davanti al Consiglio regionale, non escludiamo anche questa ipotesi».