Ospedale di Ostuni
Pubblicità
Pubblicità

Da giovedì 1° aprile sospeso servizio di pronto soccorso nel nosocomio della Città Bianca, sarà esclusivamente destinato ai pazienti covid.

Il pronto soccorso di Ostuni diventa Covid. A dare la notizia il direttore generale della Asl di Brindisi, Giuseppe Pasqualone.

“L’ospedale di Ostuni è stato inserito come struttura nella rete Covid a seguito dell’incremento dei ricoveri e per le eccellenze che lo caratterizzano. Al momento l’ospedale è pieno e proprio per garantire una maggiore sicurezza di pazienti e operatori sanitari abbiamo ritenuto temporaneamente di fare questa scelta.

Ci tengo, in questa occasione, a ringraziare l’amministrazione comunale, la cittadinanza di Ostuni e tutti i dipendenti dell’ospedale per i loro sacrifici. Al termine di questa ondata non solo riprenderanno tutte le attività ordinarie non Covid, ma entro settembre ci saranno anche nuovi posti di Terapia intensiva e avvieremo quanto prima la gara per il completamento della piastra”.

Per le urgenze restano a disposizione degli utenti il pronto soccorso dell’ospedale Camberlingo di Francavilla Fontana e del Perrino di Brindisi.

La Asl di Brindisi ha comunicato che dalla giornata di domani primo aprile 2021, il pronto soccorso sarà fruibile solo ai pazienti covid. Visto l’incremento dei casi si legge nel provvedimento, il servizio di pronto soccorso ordinario è sospeso.

La Nota del consigliere regionale Luigi Caroli

Ormai è a tutti noto che ci troviamo nel pieno della terza ondata Covid. Fondamentale è di certo garantire adeguate cure e gestione dei casi di positività al virus ma altrettanto importante è non smettere di garantire agli utenti che necessitano di trattamenti periodici ed improcrastinabili i servizi sanitari più opportuni.

Pertanto, in uno scenario già profondamente critico, la chiusura del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Ostuni e la conseguente costrizione riguardante 360mila cittadini brindisini, che verrebbero messi in condizioni di dover fare affidamento esclusivamente su due PS (Brindisi e Francavilla Fontana), risulta una pretesa smisurata, nei confronti di una Provincia che sul piano sanitario è spesso stata considerata di serie B e continua ad esserlo persino nell’emergenza sanitaria.

La mia preoccupazione è che la chiusura, in questo periodo, del PS di Ostuni, potrebbe portare al verificarsi di lunghe code di ambulanze negli altri PS del brindisino attivi, proprio come abbiamo visto qualche ora fa nel Tarantino. Pertanto, confidando, in una soluzione in grado di soddisfare la gestione dell’emergenza e la necessità di cura di altre patologie, chiedo al Direttore Generale della Asl BR, Dott. Giuseppe Pasqualone, di attivarsi al fine di evitare la chiusura del PS di Ostuni che, ancor più con l’arrivo della bella stagione, risulta indispensabile per la soddisfazione delle cure mediche dell’utenza.

La Nota del consigliere regionale Fabiano Amati

“La scelta di destinare anche il Pronto soccorso di Ostuni ai pazienti Covid è una scelta di sicurezza per i cittadini ostunesi e non solo, che andava in verità assunta sin da quando l’intero ospedale è stato destinato ai pazienti Covid. Più che protestare bisognerebbe dunque segnalare la tardività della decisione”.

Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati.

“Partiamo col dire che con l’elezione dell’ospedale a presidio Covid, il Pronto soccorso stava funzionando solo per le piccole consulenze e non per le malattie importanti. I casi più gravi erano già centralizzati a Brindisi, compresi i pazienti Covid. Questo tipo di organizzazione faceva derivare un circolo vizioso e inutile. Faccio un esempio. Un paziente Covid, anche ostunese, era trasportato a Brindisi per poi essere poi portato nei reparti Covid di Ostuni qualora non risultasse necessaria la terapia intensiva.

Aver deciso di tenerlo in funzione per piccole consulenze no-Covid è stato dunque un errore, in termini di efficienza e di ragionevolezza. Certo, tutti noi speriamo che nel più breve tempo possibile termini lo stato di emergenza, perché l’intero presidio possa tornare alla sua ordinaria attività.

Invito pertanto tutti i profeti di sventura a prendersi una pausa, considerato che di sventure ne abbiamo già una in corso e che faremmo volentieri a meno dell’intralcio che deriva da tali vaticini, in termini di fiducia della popolazione”.