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La donazione di un ventilatore polmonare dello scorso aprile. Ora la sofferenza vissuta in prima persona, e l’appello alla responsabilità.

Mimmo Santacroce, imprenditore di Carovigno racconta la sua esperienza, dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale a causa del Coronavirus, nel reparto di Pneumologia.

L’imprenditore ringrazia l’equipe del primario Pierluigi Bracciale e sottolinea il lavoro quotidiano all’interno dell’ospedale civile da parte di tutto il personale: “Si le giornate sono infinite. Come infinita è la dedizione che vedo in tutto il personale. Lavorano instancabilmente. Seppur sotto stress riescono a garantire un livello di assistenza e dedizione continuo per tutti i pazienti.

Qui la vita nel reparto è dura. Difficile. Oltre le condizioni fisiche di ognuno di noi pazienti, siamo messi a dura prova anche dal punto di vista emotivo. Lontani da tutti i nostri affetti; senza la possibilità di avere un contatto anche minimo. Siamo tutti una grande famiglia, e questo lo dobbiamo ai medici ed a tutto il personale. Però la sofferenza è tanta. Ed è per questo che invito davvero tutti i cittadini ad avere un senso di responsabilità maggiore.

Pensare che c’è ancora qualcuno che ritiene tutto un complotto è mortificante: il Covid-19 è una cosa seria. Serissima. Qui si vive un dramma costante: io fortunatamente sono in ripresa, ma anche qui ad Ostuni c’è gente che lotta tra la vita e la morte, ed è assurdo credere che c’è chi ancora mette in dubbio questa triste realtà. Se mi sarà chiesto e ci sarà la possibilità -conclude Mimmo Santacroce- una volta che sarò definitivamente guarito vorrò donare il plasma iper immune per curare eventualmente chi ne avrà necessità”.