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Ieri però la gioia e l’emozione per il ritorno a casa: la comunità di Ostuni, infatti, ha potuto idealmente riabbracciare la statua di S. Oronzo

Tre mesi d’attesa. Un lavoro intenso. Particolareggiato. Ieri però la gioia e l’emozione per il ritorno a casa: la comunità di Ostuni, infatti, ha potuto idealmente riabbracciare la statua di S. Oronzo, dopo l’impegnativo lavoro di restauro avvenuto in queste settimane a Lecce.

E davanti alla Basilica Minore Concattedrale della Città Bianca, ieri, fedeli ed anche diversi turisti hanno assistito all’arrivo della statua. Tra i presenti Don Piero Suma, parroco della Cattedrale, Agostino Buongiorno presidente dell’associazione Cavalcata di S. Oronzo, una delegazione dei cavalieri che ogni anno scortano la statua del Santo nella solenne processione. Evento, però, che per il 2020 non ci sarà a causa delle misure anti-contagio determinate dall’emergenza sanitaria da Covid-19.

Presenti, intanto ieri, anche personale della Polizia Locale di Ostuni e Giuseppe Tritto e Mariana Cerfeda che si sono occupati delle opere di restauro.

«E’ stato realizzato un intervento strutturale della parte interna ligna, che era stata attaccata da specifici insetti. Poi si è passati al restauro estetico delle lamine in argento e pezzi in fusione. Pulitura chimica-meccanica, che ha dato la possibilità di eliminare tutte le alterazioni dovute all’ossidazione dell’argento dovute al contatto con l’ossigeno: questo – spiega Tritto- ha creato una patina nera. Sono stati operati anche consolidamenti delle lamine lesionate».

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Un intervento di recupero della statua ritenuto da più parti necessario, come spiega Don Piero Suma. «Era consapevolezza diffusa e comune che questa statua aveva bisogno di un restauro. Come parroco non posso che esprimere soddisfazione a nome della città che venera S.Oronzo come patrono: questa statua rappresenta la comunità ostunese da 226 anni. Il messaggio che può partire da questo ritorno è quello che dobbiamo riacquistare fiducia, anche nei momenti più difficili».

Una statua che potrà essere ammirata solo da chi visita la Cattedrale, per l’impossibilità il 26 agosto prossimo della solenne processione, che vanta una tradizione ultracentenaria. «In quest’ anno di Pandemia, dove non è possibile portare la statua in processione abbiamo fatto di necessità virtù: abbiamo voluto manifestare una nostra attenzione particolare nei confronti di S.Oronzo. Come adesso risplende questa statua, l’auspicio è che questo momento di buio e preoccupazione non soffochi il desiderio di una vita migliore. Auguro anche – afferma Don Piero Suma – una solidarietà da parte della cittadinanza per contribuire alle spese».

Tra i più emozionati ieri, Agostino Buongiorno, presidente dell’associazione Cavalcata di S.Oronzo. «E’ stata una grande emozione portarlo la prima volta, ma un’emozione ancora più grande andare a riprendere la statua. Ci dispiace non portarlo in processione tra poche settimane, per i noti problemi. Da parte di noi cavalieri, però, come associazione cercheremo di dare il nostro contributo. Tutte le sere – riferisce Buongiorno-parteciperemo con una nostra rappresentanza alla novena, come sentinella in costume d’epoca. Stessa cosa che avverrà il 26 durante il giorno solenne di S. Oronzo alla santa Messa celebrata dal nostro Arcivescovo».

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