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Ha picchiato per decenni la moglie e i figli. In una circostanza avrebbe persino sferrato un calcio sul basso ventre della figlia incinta, intervenuta per difendere la madre dall’ennesima aggressione.

Grazie alla denuncia sporta dalla vittima, i poliziotti del commissariato di Ostuni hanno fatto luce su un grave caso di maltrattamenti in famiglia, arrestando il marito violento, già recluso in regime di domiciliari per reati quali tentata estorsione, usura, lesioni personali ed altro. L’uomo è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Brindisi, su richiesta del pubblico ministero che ha coordinato l’inchiesta.

Solo un paio di settimane fa la moglie si è presentata in commissariato per denunciare il “padre padrone”. Ma gli episodi di violenza andavano avanti da circa 30 anni. In pratica fin dall’inizio della relazione matrimoniale.  L’indagato, da quanto appurato dai poliziotti, maltrattava di continuo la moglie e i figli, instaurando un clima di terrore in casa. Era mortificante e insostenibile la vita condotta dalle vittime.

L’uomo era solito insultare e percuotere la coniuge, rivolgendole offese del tipo “puttana, sporca” e, imponendole il suo carattere prevaricatore, più volte l’ha cacciata via di casa, sputandole anche in faccia. Stesso comportamento veniva riservato anche ai figli, quando questi intervenivano in aiuto della madre. Sono diversi gli episodi di violenza ricostruiti dagli investigatori. In una occasione, la moglie venne colpita alla testa con un cucchiaio di legno, o, ancora, con un pugno in pieno viso.  E poi ci fu la brutale aggressione ai danni della figlia in dolce attesa, colpita con un calcio al basso ventre, affinché non fiatasse più.

La paura di subire ulteriori violenze impietriva le vittime, per tanto tempo incapaci di chiedere aiuto. Ma, all’ennesimo episodio di sopruso e violenza avvenuto per futili motivi all’inizio del mese di ottobre, la moglie  ha trovato il coraggio di agire, denunciando tutto al commissariato.

L’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere è stata eseguita nella giornata di venerdì (13 ottobre) da parte del personale della Squadra Volante e dell’ufficio denunce del commissariato. Questa vicenda fa capire quanto sia importante trovare la forza di rivolgersi alle forze dell’ordine, per liberarsi dalla morsa asfissiante di un marito violento.

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