Incendio Lamaforca 8
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Oltre due mila metri di macchia mediterranea in fumo. In fiamme anche diversi alberi da bosco.

E’ grave il bilancio di un incendio che si è sviluppato nelle scorse ore a Lamaforca ai confini dei territorio di Ostuni e Carovigno. In campo per spegnere l’incendio vigili del fuoco della Città bianca, Carabinieri Forestali e personale dell’ Arif. Le fiamme hanno creato apprensione anche ai bagnanti che si trovavano nella spiaggia a ridosso della pineta dove si è sviluppato il rogo. Famiglie in allarme, anche con bambini piccoli, costretti a fuggire, per evitare guai peggiori dalle alte fiamme che hanno distrutto in pochi secondi la folta vegetazione presente. L’arrivo immediato dei militari ha evitato il peggio, riducendo drasticamente un bilancio che avrebbe potuto assumere proporzioni più vaste. Indagine avviate dai Carabinieri forestali: non si esclude l’ipotesi del dolo.

Gli investigatori, coordinati dal colonnello Ruggero Capone, hanno verificato attentamente l’intera area. Da una prima ipotesi investigativa emergono cause la cui natura non sarebbe accidentale, ma derivante da un comportamento umano errato: ecco perché si valuta la natura colposa o dolosa dell’incendio. Un patrimonio naturale a Lamaforca che anche negli anni passati era stato più volte interessato dalle fiamme. Un ambiente in cui si possono trovare diversi esemplari di macchia mediterranea, anche di specie rare, che purtroppo ora, è stato violentato dallo sprigionarsi delle fiamme che in poco tempo hanno ridotto in cenere alberelli e piante cresciute spontaneamente tra la dune a pochi passi dal mare. A poche decine di metri dall’ultimo rogo, non distante da un complesso di bungalow, nei giorni scorsi si era sviluppato un altro incendio in un terreno incolto: a fuoco in quella circostanza per lo più sterpaglie.

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