Questa volta lo stalker è finito in carcere a stretto giro, una decina di giorni dopo l’ennesimo episodio di maltrattamenti, minacce e ingiurie ai danni della ex convivente e del figlio. Era sottoposto a divieto di avvicinamento.

Questa volta lo stalker è finito in carcere a stretto giro: una decina di giorni dopo l’ennesimo episodio di maltrattamenti, minacce e ingiurie ai danni della ex convivente e del figlio, un uomo di Ostuni già noto alla polizia e sottoposto a divieto di avvicinamento alla donna che era stata sua moglie e all’abitazione di lei, è stato arrestato dalla polizia su ordine della Corte di Appello di Lecce, cui il dirigente del commissariato di Ostuni, Gianni Albano, aveva inviato una relazione sui fatti.

Il soggetto in  questione, del quale si omette il nome a tutela della vittima, era tenuto ad osservare il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla donna, mantenendo una distanza non inferiore ai 500 metri dalla predetta, dalla sua abitazione e dal luogo in cui la stessa svolge la sua attività lavorativa, con l’ulteriore prescrizione di non comunicare con la stessa attraverso qualsiasi mezzo( neppure in forma scritta, a mezzo telefono o dalla rete internet).

Ma la sera del 10 giugno al centralino del commissariato di Ostuni giungeva una richiesta di soccorso: una voce femminile segnata da una forte agitazione segnalava un violento litigio in casa del personaggio che sarà poi arrestato. Casa in cui l’uomo non solo non sarebbe più dovuto entrare, ma dalla quale avrebbe dovuto osservare la distanza di mezzo chilometro. Invece era tornato per seminare paura e intimidazione.

In commissariato, la vittima ha raccontato che l’ex marito si era introdotto nel condominio approfittando del fatto che il portone era solo accostato e non regolarmente chiuso, e poi era riuscito a farsi aprire la porta dell’appartamento suonando il campanello. Entrato, aveva cominciato ad assillare la donna sino ad afferrarla per le braccia, strattonandola per indurla a tornare con lui.

La vittima è stata anche colpita con due schiaffi al volto dall’uomo, che urlava “tu sei mia e non sei di nessun’altro, puoi farmi anche arrestare e portare in carcere, tanto quando esco, ti trovo e ti ammazzo, così non sarai di nessun altro uomo”. Il soggetto ha colpito anche il figlio, intervenuto in soccorso della madre: prognosi di quattro giorni per lui, da parte dei sanitari del pronto soccorso che si sono occupati anche della donna.

Comunque, entrambi sono riusciti a sottrarsi alla violenza dell’ex marito e padre, fuggendo in strada ed allontanandosi in  auto, e richiedendo l’intervento della polizia. Ma mentre la donna era in commissariato, dopo essere stata rintracciata dall’equipaggio di una volante in piazza Matteotti, le giungeva un sms da parte dell’ex, che aveva deciso di passare dalle minacce e dai maltrattamenti all’esternazione di propositi sucidi.

Nuovo intervento della polizia per impedire eventuali gesti inconsulti, che è riuscita a rintracciare l’autore di tutto ciò in casa degli anziani genitori dopo una febbrile ricerca dell’ultima cellula telefonica utilizzata dallo stesso che ne segnalava la presenza a Villanova. Infatti l’ex marito violento subito dopo l’ultimo messaggio aveva spento il telefono mobile.

Ma anche davanti ai poliziotti l’uomo ha profferito minacce e insulti, e all’invito a seguirli in commissariato a bordo dell’auto di servizio si è invece dato alla fuga, rifacendosi vivo per telefono solo il giorno dopo e assicurando di essersi calmato. La violazione dell’ordine del magistrato, i maltrattamenti e le minacce, però, non sono stati affatto derubricati: dalla Corte d’Appello è giunto dopo pochi giorni il provvedimento di arresto in sostituzione di quello del divieto di avvicinamento, e il soggetto è finito in carcere.

 

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