Vasca di sollevamento al Pilone, Colizzi: ‘Sia la politica a risolvere la questione, non la Magistratura’

Volantino Spazio Conad Mesagne

All’indomani del convegno tenutosi nella serata di ieri, venerdì 11, presso l’Hotel Monte Sarago, organizzato dal Consorzio “Torre san Leonardo” per affrontare dal punto di vista tecnico-scientifico la questione riguardante la gestione dell’impianto fognario al Pilone, sull’argomento interviene, in una nota, il dottor Franco Colizzi, candidato alla carica di sindaco alle prossime amministrative.

Di seguito la sua nota

La questione della rete fognaria tra il Pilone e Diana Marina, simboleggiata dalla vasca di raccolta dei liquami nei pressi della Torre saracena, è una grande questione pubblica. Si tratta di un’opera essenziale, richiesta da decenni, per la qualità ambientale e per le credenziali da esibire se ci si vuol proporre come città turistica internazionale. Non si può certo ridurre ad una querelle tra l’amministrazione comunale ed il consorzio dei villeggianti, tant’è che anche un comitato di cittadini fruitori della spiaggia è soggetto attivo nel richiedere una diversa soluzione tecnica rispetto a quella proposta dall’AQP e recepita dalla giunta comunale nel 2012.

Per questo considero davvero singolare che si accusi di inciviltà un numero notevole di cittadini che chiedono un ulteriore confronto su questioni delicate e di rilevanza generale, mentre appare semmai incivile il ritardo con cui si affrontano le vicende a carattere ambientale. In merito alla ubicazione della vasca dei liquami a ridosso della spiaggia e al confine con il Parco naturale delle dune costiere, il vulnus essenziale è quello d’origine: non aver coinvolto attivamente il Consorzio e i cittadini fruitori della spiaggia (per i quali perfino la percezione psicologica dell’opera risulta devastante) prima della scelta progettuale del sito e della delibera di giunta che recepiva un fragile parere favorevole dell’Ufficio Tecnico Comunale (secondo il quale la localizzazione ricade su un’area residua tipizzata come C2 nello strumento urbanistico vigente), tanto più in mancanza di un Piano della costa e di un nuovo Piano Urbanistico Generale (il cui iter è fermo da 15 anni). E’ ancora possibile rimediare all’errore e ricomporre l’unità nella comunità: la nuova amministrazione, senza attendere il pronunciamento del Consiglio di Stato ma anzi prevenendolo, riconvochi la Conferenza dei servizi e rivaluti attentamente le possibilità alternative (la cui sussistenza renderebbe illegittime le 4 deroghe concesse dalla Regione Puglia e motiverebbe la revoca della delibera della giunta comunale), a cominciare dalla proposta tecnica avanzata dallo stesso Consorzio.

E’ giusto che sia la politica a risolvere questioni come queste e non la magistratura civile o amministrativa. Noi abbiamo una idea diversa del governare e la lezione che riteniamo vada appresa è che nel governo del territorio, come su altre questioni che riguardino i beni comuni, si debba andare verso una vera e propria amministrazione condivisa. Pertanto ribadiamo la nostra proposta generale di approvazione di un disciplinare che regoli la partecipazione e la collaborazione di cittadini, specialisti, associazioni ed organizzazioni civili alle decisioni amministrative relative ai beni comuni, utilizzando, come strumento facilitatore, la piattaforma informatica Open Municipio”.

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