Giuseppe Tanzarella
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Dopo le dichiarazioni del coordinatore del Pd Fabio Giorgino, interviene l’esponente dell’area civico-socialista Giuseppe Tanzarella.

Si anima il dibattito tra le forze politiche della Città Bianca, in seguito al provvedimento di scioglimento del Consiglio comunale, come disposto dal Cdm il 23 dicembre scorso. Dopo le dichiarazioni del coordinatore del Pd Fabio Giorgino, interviene l’esponente dell’area civico-socialista Giuseppe Tanzarella.

“Il Segretario del Partito Democratico è intervenuto sulla vicenda dello scioglimento pur essendo stato, stranamente, preceduto dall’intervento del proprio rappresentante Epifani. Ma tantè. Pur essendo assolutamente condivisibile il suo tardivo auspicio in ordine all’adozione di criteri che garantiscano una selezione della classe dirigente, e che eviti, perciò il coinvolgimento di soggetti che dovrebbero rimanere lontani anni luce da ruoli di rappresentanza istituzionale, non si può non rilevare come l’atteggiamento del gruppo dirigente del Pd cittadino continui ad essere contrassegnato da un approccio del tutto avulso dal ruolo e dalla funzione che un partito di opposizione dovrebbe tenere.

Al netto dei noti interessi particolaristici che continuano a muovere le proprie azioni e decisioni, e sui quali, perciò, non è il caso di soffermarsi, spiace notare che su di una vicenda grave come quella occorsa al Comune di Ostuni il PD pecchi ancora una volta di chiarezza e coraggio, in completa distonia rispetto a quella serietà e rigorosità che, a parole, propugna quale propria cifra distintiva.

Dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni della criminalità, infatti, limitarsi a fare un appello all’intera classe politica e richiamare tutti ad osservare criteri che garantiscano la selezione della classe dirigente appare-riferisce Tanzarella- esternazione che si addice più a figure neutre e di garanzia che ad un partito, tanto più ad un partito di opposizione, quale quello democratico dice di essere, e che ha avuto modo nel corso di questa legislatura di verificare gli episodi ambigui, ai limiti dell’inquietante, sui quali è chiamato ad una netta presa di posizione.

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Del resto, prendere le distanze dal modo di gestire la cosa pubblica della fuoriuscita maggioranza di centrodestra dovrebbe essere impresa non difficile ed auspicabile. Ma, evidentemente, i concorsi, il clientelismo dilagante, il pressappochismo e l’impunità di chi ha gestito il potere e che ha condotto a questa situazione non sono aspetti che interessano al PD.

Assumere una posizione chiara e netta non è prerogativa dei tifosi o degli incontinenti, ma è, innanzitutto, corollario imprescindibile della stessa serietà e responsabilità che il Segretario invoca, a questo punto, con fare di maniera.

Devo constatare, perciò, che per il momento – conclude Tanzarella – il gruppo dirigente del partito democratico non ha alcuna intenzione di aprirsi ad un confronto franco e sincero con le altre forze di opposizione, non perdendo occasione di marcare la propria neutralità ed il proprio attendismo, affrontando ogni questione attento a non intaccare i propri interessi particolari, che, come si sa, necessitano sempre della gestione del potere.Non a caso lex Sindaco Cavallo definisce il PD opposizione buona”.