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Dopo il ritiro delle cinque vele, parla il primo cittadino di Ostuni

«L’opinione pubblica ostunese ha mostrato grande interesse per la realizzazione di un resort con impatto ambientale pari a zero, in una struttura che già offre un servizio ricettivo,e che punta a conservare il nostro contesto territoriale e paesaggistico». Valutazioni queste che inducono Coppola anche a criticare i modi e tempo d’intervento di Legambiente: «E’ stata una scelta intempestiva, inopportuna, a praticamente poche ore dall’approvazione della variante: questo mi fa credere che sia stata strumentale e politica contro la mia amministrazione. Anche perché in passato non ho mai visto questa solerzia di Legambiente per la cementificazione avvenuta sulla costa del nostro litorale». Quasi rassegnato per il passo indietro il sindaco della città bianca preferisce pensare al futuro:«Dopo questo autogol di Legambiente, sopravviveremo anche solo con quattro vele. La città invece con fiducia aspetta di aprirsi a questo nuovo segmento turistico, che sicuramente porterà benefici per l’intera collettività». Dalla maggioranza il consigliere comunale Francesco Semerano della lista “Coppola per il cambiamento “ sposa la linea del sindaco su questa situazione: «L’obiettivo di favorire quella vocazione turistica che è nella storia di Ostuni passa, anche, attraverso un intervento del genere. Gli ostunesi hanno ben compreso che bisogna dare spazio a queste nuove iniziative e, sopratutto che la difesa del territorio non vuol dire no a ogni nuovo intervento ma bisogna saper costruire il futuro cogliendo le occasioni che si presentano. La perdita della vela, quindi- conclude il consigliere del centrodestra- sarà tranquillamente digerita e, anzi, verrà vista come elemento secondario rispetto ad un futuro ricco di soddisfazioni turistiche per la nostra città». Dal Partito socialista il consigliere comunale Giuseppe Tanzarella chiama in causa l’amministrazione comunale per l’approvazione della variante, che ha di fatto impedito il riconoscimento delle cinque vele di Legambiente: «L’amministrazione, prima di approvare un intervento in variante al Piano regolatore generale, avrebbe dovuto tenere in maggior considerazione gli aspetti di interesse paesaggistico che lo stesso sarebbe inevitabilmente giunto ad intaccare. Soprattutto alla luce del fatto che la Regione non si era pronunciata in conferenza dei servizi sul progetto, in quanto non presentatasi, ed in virtù della sopravvenuta approvazione, nelle more, del Pptr. Inoltre – conclude il rappresentante dell’area socialista- in linea con lo sviluppo turistico sostenibile che ha sempre contraddistinto Ostuni, è evidente che non può rinunciarsi alla risonanza di livello europeo che può avere un riconoscimento come le 5 vele a fronte, invece, di qualche suite di lusso in più sul territorio. Certo è che ora l’amministrazione deve dimostrare di poter riparare al danno arrecato».

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