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Il gruppo politico-culturale “Ostuni Bene Comune” ha preso atto del fatto che la vittoria di Gianfranco Coppola nel ballottaggio dell’8 giugno u.s. ha messo la parola fine ad un vero e proprio regime che aveva aggravato il degrado economico della città, aveva fatto grande spreco del pubblico denaro, aveva fatto degenerare il clima civile della città con il suo autoritarismo arrogante ed anti-democratico. La città di Ostuni durante i 10 anni del regime-Tanzarella è diventata più povera, meno moderna, meno civile e meno libera.

“Ostuni Bene Comune”, pur non riconoscendosi nella linea politica della nuova Amministrazione di centro-destra, rivolge a Gianfranco Coppola l’invito ad assumere, nei suoi primi 100 giorni, tre provvedimenti di spiccato interesse civico generale. “Ostuni Bene Comune” chiede:
1. Che venga fatta chiarezza sui conti del Comune, essendo incomprensibile come mai un Comune con entrate così elevate abbia bisogno delle anticipazioni bancarie di cassa. Se necessario si chiede che venga attivata un’indagine della Magistratura Contabile o della Magistratura Ordinaria.
2. Che venga attivata la più assoluta trasparenza degli atti amministrativi, mettendo fine ai giuochi a nascondino del regime-Tanzarella, messi in atto con tecniche informatiche o con la complicità o la buona fede dei mass-media.
3. Che vengano fatti funzionare tutti gli istituti di partecipazione previsti dallo Statuto Comunale, stravolti, strumentalizzati o neutralizzati dal regime. Si chiede che gli Ostunesi cessino di essere trattati da clienti o da sudditi, com’è accaduto in questo decennio, e venga loro restituita la dignità di cittadini.
Sul piano propriamente politico “Ostuni Bene Comune”, esclusa dal prossimo Consiglio Comunale, intende comunque continuare la sua attività nella società ostunese, facendo presente l’urgenza della messa a punto di un Piano di Sviluppo economico che contrasti il progressivo degrado della città.
Il Piano di Sviluppo dovrebbe essere incentrato su una serie di investimenti strutturali nel settore turistico, gli unici in grado di ottenere il raddoppio in 5 anni delle presenze turistiche, la carta vincente per migliorare il reddito di gran parte degli Ostunesi. Ma lo sviluppo turistico si ottiene non collezionando bandiere (e perdendo turisti) ma eseguendo specifiche opere pubbliche, quali: il Palazzo dei Congressi, l’anfiteatro all’aperto, il completamento dell’anello di scorrimento interno, l’esecuzione delle opere richieste dall’UNESCO per il riconoscimento del Centro Storico come Patrimonio dell’Umanità, la messa in sicurezza del porto turistico, etc. Inoltre la classificazione del territorio di Ostuni come città-parco rimetterà in moto il settore edilizio che potrà rivivere, alimentato da imponenti lavori di restauro e di ristrutturazione del già costruito, a beneficio di migliaia di cittadini, invece che con una ulteriore espansione urbana che andrà a beneficio di due o tre persone e a danno di migliaia di cittadini per l’inevitabile incremento dei costi di gestione della città. Infine il piano di sviluppo deve mettere a profitto l’agricoltura, con un progetto di irrigazione (recupero delle acque meteoriche e depurate) dell’immensa Piana degli Ulivi, con la valorizzazione del marchio DOP dell’olio d’oliva, con la valorizzazione agro-turistica delle masserie della collina.
Il Piano di sviluppo economico dovrà inoltre essere accompagnato da un coerente Piano Urbanistico, centrato sull’obiettivo della città-parco, sul riuso dell’enorme patrimonio immobiliare e sulla riqualificazione urbana. Un rigoroso piano dei Servizi Comunali dovrà mettere più ordine e più efficienza in tutte le attività di assistenza, culturali e del tempo libero per fare di Ostuni una città ecologica sul piano ambientale, solidale sul piano sociale, moderna sul piano civile e culturalmente avanzata.
Infine “Ostuni Bene Comune” ritiene che sia necessario sottrarre gli Ostunesi al tentativo, perseguito dalla precedente Amministrazione, di trasformarli in sudditi, restituendo loro la dignità e la responsabilità di cittadini. Gli Ostunesi, cittadini a pieni titolo sono in grado di liberare risorse enormi e di far diventare Ostuni una città veramente moderna. Ostuni ha bisogno di una rivoluzione sociale. I nuovi ceti produttivi, in particolare quelli del settore turistico e commerciale, devono prendere parte attiva nella gestione della città, sostituendo una classe politica in declino, incapace di leggere il tessuto della città ed incapace di trovare soluzioni efficaci al degrado economico, civile e democratico di Ostuni.
“Ostuni Bene Comune”, in questa fase di grande incertezza politica, vuole aprire un dialogo, con tutti i gruppi sociali disponibili ad inaugurare una stagione di crescita economica, di modernità civile, di solidarietà sociale e di dialogo democratico.

comunicato stampa Ostuni Bene Comune