Commissione ispettiva opposizione consiglio comunale

L’opposizione, dopo il botta e risposta tra Pinto e Cavallo, torna a parlare della commissione ispettiva antimafia insediata nel comune di Ostuni.

Siamo costretti nuovamente ad intervenire in seguito all’ennesimo sconcertante comunicato del Sindaco Cavallo il quale persevera nel lanciare messaggi distorti e fuorvianti alla cittadinanza, mostrando, peraltro, poco rispetto dell’istituzione che rappresenta, oltre che dell’intelligenza e della capacità di discernimento di chi lo ascolta.

Cercare di addebitare ad una “certa opposizione” l’insediamento di una Commissione Antimafia, o, allo stesso modo, le citazioni che della nostra città fa la relazione della Direzione Investigativa Antimafia, giungendo addirittura ad ipotizzarne il tentativo di influenzare l’autorità procedente, è soltanto il pessimo espediente che il Sindaco utilizza per rifuggere dal proprio dovere di rendere conto alla cittadinanza, spiegare ed, eventualmente, reagire propositivamente a quanto sta avvenendo, così come un amministratore che voglia dirsi garante della comunità che amministra dovrebbe sempre fare.

Se egli e la sua compagine di governo avessero preso atto per tempo della delicatezza e della sensibilità delle ragioni che inducono l’organo prefettizio ad insediare una Commissione ispettiva di controllo, così come dei valori e delle conquiste che le infiltrazioni criminali possono mettere in discussione all’interno di una comunità democratica, siamo certi che il primato della discussione sulla preoccupante vicenda che interessa la nostra Ostuni non sarebbe rimasta appannaggio di una “certa opposizione”, come lui ci chiama, ma, come dovrebbe accadere nei tessuti politici e sociali sani, avrebbe visto unite le avverse compagini in un fronte comune, senza distinguo.

Al contrario, il Sindaco e la sua amministrazione hanno preferito trincerarsi in un imbarazzante silenzio, tentando di dissimulare un disagio ed una preoccupazione crescenti, che se in pubblico gli induceva a spargere tranquillità e rassicurazioni sulla buona salute dell’apparato politico- amministrativo, all’esito delle riunioni di maggioranza ha determinato la corale pretesa delle dimissioni da parte del consigliere citato in un’interdittiva antimafia, atto, quest’ultimo, rimasto tuttora privo di motivazioni e spiegazioni.

E se al cospetto di una richiesta di chiarezza e trasparenza il Sindaco non sa fare altro che accusare chi riveste il ruolo istituzionale di opposizione e non meglio precisati giornalisti compiacenti, venendo meno anche alla propria natura di operatore del diritto, che dovrebbe implicare una consapevolezza in ordine al funzionamento del procedimento amministrativo che conduce all’istituzione della Commissione Prefettizia, di certo non rientrante nei poteri e nelle facoltà di una forza di opposizione, allora sì, è vero che la democrazia della nostra città presenta dei chiari sintomi di malessere.

Succede ad Ostuni, infatti, che alcuni cittadini affermino di aver difficoltà a manifestare pubblicamente il proprio apprezzamento verso interventi e/o tematiche portate avanti dall’opposizione per paura di ritorsioni da parte di esponenti della maggioranza.

Succede ad Ostuni che tutti gli acquisti in economia siano appannaggio delle stesse ditte, con buona pace del principio di rotazione.

Succede ad Ostuni che un Presidente del Consiglio multato dalla Polizia Locale perché in divieto di sosta si rivolga non proprio amichevolmente al neo comandante per intimargli l’annullamento della contravvenzione.

E che lo stesso Presidente del Consiglio, nel corso di un Consiglio Comunale, scenda dal proprio scranno per intervenire in merito al concorso della polizia municipale, sul quale, in quanto evidentemente interessato, bene farebbe ad astenersi.

Succede ad Ostuni che nonostante normative ad hoc che lo consiglino, non si stabilizzino assistenti sociali solo perché responsabili di aver scelto uno studio legale di professionisti impegnati in politica nel campo avverso, e, intanto, si continuino ad assumere i propri amici e sostenitori mediante cooperative terze cui vengono appaltati improbabili servizi di supporto con spreco di risorse economiche.

Succede ad Ostuni che si tenti ad ogni cambio di appalto di aggirare la clausola sociale o di provare a lasciare a casa lavoratori non propriamente annoverabili tra i propri “fedeli”.

Succede ad Ostuni che l’oramai nota domanda di residenzialità proveniente dall’ex zona artigianale, la quale passa anche dalla realizzazione di una chiesa, si scontri con le opposte volontà di un parroco vicino al Sindaco e contrario all’intervento, il quale danneggerebbe, a suo dire, l’affluenza nella propria parrocchia.

In tale contesto, perciò, troviamo difficile comprendere l’attinenza dei continui riferimenti agli investimenti e/o finanziamenti, peraltro di portata ordinaria, che il Sindaco utilizza per contrapporsi alla nostra richiesta di chiarezza e trasparenza, tentativo maldestro, anch’esso, di spostare l’attenzione dai veri problemi di cui, invece, lo stesso dovrebbe occuparsi per contribuire, non solo attraverso manifestazioni di facciata, a schiarire le nubi che si addensano sul futuro della nostra città.