Giuseppe Tanzarella
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L’area civico socialista attacca l’amministrazione: “L’incapacità di amministrare è sotto gli occhi di tutti”.

Ormai non vi è ambito nel quale Ostuni non si distingua come pessimo esempio di scelte politiche ed azioni amministrative. Come se non bastassero l’istituzione della Commissione Prefettizia, la perdita delle 5 vele di Legambiente, l’oscuro incedere dei procedimenti amministrativi relativi al porto, al piano delle coste, all’adeguamento della strumentazione urbanistica, da ultimo occorre prendere atto dell’ennesimo inconcludente tentativo di implementare la dotazione organica del Comune attraverso il reclutamento di istruttori, funzionari e agenti di polizia locale.

Con riferimento a questi ultimi vi è da dire che sono oltre 5 anni che il Comune cerca invano di dotarsi di una graduatoria cui attingere soprattutto nella stagione estiva, essendo naufragati tutti i tentativi posti in essere a causa di errori nelle procedure attivate e ripensamenti postumi più o meno dovuti.

L’ultimo atto, purtroppo, che non fa che confermare la conclamata incapacità di svolgere procedure ad evidenza pubblica lo abbiamo avuto con la prova preselettiva svolta due giorni fa. Le ambiguità delle scelte operate hanno fatto si’ che all’esito delle imponenti e dispendiose sedute preselettive si verificasse uno scenario difficilmente ripetibile in qualsiasi altro concorso, essendo risultati idonei a partecipare alla successiva prova scritta solo un candidato aspirante ai 4 posti di istruttore, 7 ai 15 di agente di polizia e, addirittura, nessuno ai 2 posti disponibili per funzionario.

Il perché di questo stillicidio è da ricercare nelle incomprensibili ed ingiustificabili scelte assunte a monte dall’amministrazione, la quale ha prima pubblicato una banca dati con i quesiti utili alla partecipazione salvo in sede di prova sottoporne di diversi e di maggiore grado di difficoltà, oltre che dalla discutibile pertinenza ai posti messi a concorso. Sul punto va detto che la pubblicazione della banca dati funge da garanzia di trasparenza solo se i quesiti di cui la stessa si compone siano poi quelli effettivamente sottoposti ai candidati, viceversa perdendo di ogni utilità e violando la ratio che la sottende.

In egual misura non ha alcun senso, soprattutto ove vi sia esigenza di reclutare, prevedere una soglia minima per la prova preselettiva, avendo la stessa la funzione di scremare i candidati che poi prenderanno parte alla prova scritta. Così come, altresì, discutibile può essere il punteggio defalcato per ogni risposta errata.

Ad ogni modo, al di la’ delle valutazioni tecniche resta il dato di fatto inconfutabile rappresentato dal fallimento di un’imponente organizzazione attivata dal Comune, con annesse spese per il dispiego di mezzi e forze, di cui qualcuno deve assumersi le responsabilità, possibilmente smettendo di dissimulare una realtà amministrativa e politica ancora peggiore di quella che appare, oramai priva di rotta ed in balia degli eventi.