Il Partito Democratico lancia un sondaggio per la scelta del candidato sindaco e ne direttivo si scatenano le polemiche per la scelta.

E’ polemica interna nel Pd di Ostuni su un sondaggio commissionato dallo stesso partito su possibili nomi di candidato a sindaco, in vista delle amministrative di maggio. Già prima dell’arrivo dei risultati, attesi nei prossimi giorni, è scontro tra i democratici della Città bianca. «Ritengo che l’esistenza di questo sondaggio sia una bufala. Se, però, fosse vera la notizia, sarebbe davvero una cosa ridicola. Nessuno del direttivo ha mai avvisato in merito a questa possibilità». E’ il commento a caldo di Mario Monopoli, dirigente provinciale e locale del Pd, davanti a questa soluzione, che starebbe emergendo in queste ore.

Un metodo, quello del sondaggio, individuato dallo stesso partito per intercettare il gradimento di cittadini ostunesi, vicini a quest’area di centrosinistra, su possibili figure chiamate a rappresentare la coalizione allargata, in cui dovrebbe rientrare il Pd di Ostuni. Non è escluso che la lista dei nomi potrebbe essere la stessa di, martedì scorso, sottoposta al tavolo delle trattative con Puglia Popolare ed i movimenti Rigenerazione, Ostuni Bene comune e Ostuni Democratica, e quindi Angelo Pomes, Isabella D’Attoma, Michele Carriero, Angelo Melpignano. Al momento si tratterebbe solo di ipotesi sulle figure rientranti nel sondaggio. Conferme potrebbero giungere nelle prossime ore.

Intanto ad emergere, è la non condivisione della scelta. «Ribadisco che se fosse vera la metodologia del sondaggio – continua Monopoli – io mi dissocerei immediatamente da questo modo di fare. Non mi appartiene. Sarebbe un fallimento della politica del pd ostunese».

Lo stesso dirigente del partito ricorda un episodio che lui considera simile all’eventualità della scelta del sondaggio. «Quando fu deciso nell’estate del 2015 di creare la giunta tecnica, e quindi accordo con il centrodestra del sindaco Coppola, fu fatto tutto nel silenzio dei soliti “pochi noti” del partito, senza la minima condivisione con il resto del Pd locale. Spero che anche in questa circostanza- conclude Mario Monopoli- non sia avvenuta la stessa cosa, con decisioni prese all’oscuro di alcuni componenti del direttivo».

Intanto però, anche gli equilibri intorno a questa nascente coalizione restano fragili, a causa dei veti incrociati sia sul perimetro allargato delle forze aderenti al nuovo progetto, ma soprattutto sul candidato sindaco. L’indicazione che emergerà dal sondaggio potrebbe anche non essere risolutiva sulla scelta finale: al momento infatti le distanze tra partiti e movimenti restano ampie.

L’ipotesi scissione è sempre una delle possibilità che sta valutando maggiormente il movimento “Rigenerazione” di Nicola Santoro e Giuseppe Tagliente. Da tempo, diversi aderenti a questa lista, avrebbero voluto già avviare la campagna elettorale, con lo stesso Tagliente candidato sindaco, senza aspettare le decisioni di Pd e Puglia Popolare, che hanno messo il veto sul nome del giovane avvocato, consigliere comunale di opposizione nell’ultima consiliatura. Un progetto autonomo, allargato alla società civile, per evitare il prolungarsi delle trattative con gli altri partiti: questa l’idea di chi sostiene la candidatura di Tagliente.

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