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Dubbi da parte dell’opposizione sulla riconversione dell’Ospedale di Ostuni in punto Covid.

I sottoscritti consiglieri comunali Giuseppe Tanzarella, Andrea Pinto, Giovanni Parisi, Emilia Francioso, Angela Matarrese e Domenico Tanzarella inviano la presente per significare quanto segue.

L’ultimo Piano di riorganizzazione ospedaliera anti-COVID varato dalla Regione Puglia risale alla scorsa estate, essendo stato varato con Delibera di Giunta Regionale n. 1079 del 9 luglio, e mira all’adeguamento dei posti letto di terapia intensiva al parametro stabilito dallo Stato con la L. 77 del 2020, pari ad almeno 0.14 ogni mille abitanti.

All’interno del Piano l’Ospedale di Ostuni è stato individuato quale ospedale COVID, prevedendo l’attivazione di 8 posti letto di terapia intensiva, i quali andrebbero ad aggiungersi ai già presenti 9 posti letto di sub-intensiva. E’ evidente come una scelta di questo tipo, ove determinasse la contrazione dell’attività d’urgenza dei vari reparti presenti, non farebbe che riacuire l’annoso problema del livello di assistenza sanitaria della nostra Provincia e, in particolare, del nord-brindisino, il quale vede un’evidente carenza di posti letto in proporzione al numero della propria popolazione.

Non da ultimo, tale problematica si è manifestata nel periodo di svolgimento dei lavori di manutenzione che hanno interessato i reparti di ortopedia e chirurgia del nostro ospedale, i quali hanno costretto al pellegrinaggio di pazienti presso gli ospedali dell’intera Regione. E’, altresì, vero, che l’emergenza epidemiologica necessita di risposte pronte ed efficaci, che passano necessariamente dal reperimento di ulteriori posti letto da riservare alla stessa.

Non può permettersi, però, che vi sia commistione dei percorsi COVID e non COVID che tanti problemi e disservizi hanno causato nella prima fase dell’emergenza, come accaduto, ad esempio, presso il Perrino. La scelta di dedicare posti letto al Covid presso il nostro ospedale passa, perciò, dalla creazione di percorsi dedicati, tali da non provocare una pericolosa diffusione del contagio, unitamente alla contrazione dell’assistenza sanitaria per le emergenze non Covid.

A tal proposito, non può non cogliersi l’occasione per segnalare la grave situazione in cui versano gli ambulatori polispecialistici presso la struttura di Ostuni, dove le distanze e le misure anticontagio sono pressochè assenti, concretizzando una situazione di serio pericolo per l’incolumità e la sicurezza sia del personale che dell’utenza. Il rilevante numero di accessi avviene presso locali assolutamente inadeguati a garantire il distanziamento, rendendo addirittura inevitabili gli assembramenti.

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E la situazione è aggravata dall’allocazione presso il medesimo sito del centro prelievi, il quale, solo temporaneamente sistemato in quella sede, e destinato ad essere ubicato al piano terra presso i locali adiacenti al Pronto Soccorso, vede i relativi lavori presso questi ultimi fermi da tempo. Alla luce della nuova programmazione sanitaria, perciò, pretendiamo che vengano fugati i dubbi in ordine alle reali intenzioni dell’Azienda in merito al futuro dell’ospedale di Ostuni. Ciò sarà possibile solo dando piena attuazione al Piano di riorganizzazione, provvedendo l’attivazione degli 8posti di terapia intensiva previsti, i quali dovranno essere mantenuti anche al termine dell’emergenza epidemiologica, sì da potenziare il nosocomio.

Allo stesso tempo, si chiede di procedere all’ultimazione della nuova piastra, avendo avuto modo di constatarsi come esistono tutt’oggi le disponibilità economiche e finanziarie da destinare all’edilizia sanitaria. La spesa rendicontata da questa ASL in proporzione alle risorse disponibili per l’edilizia sanitaria, infatti, si attesta sul 28% circa.

Da ultimo, ma non per importanza, stante la difficile situazione cui l’emergenza epidemiologica ci sta costringendo, essendo in continuo aumento il numero di contagi, chiediamo che venga posta estrema attenzione all’attività di tracciamento dei contatti dei positivi, in particolare con il nuovo avvio della didattica in presenza disposta dall’ultimo Dpcm del 3 novembre scorso.

In Ostuni, infatti, così come in altre realtà, non è compatibile con un’adeguata tutela della salute la circostanza che le catene dei contatti di alunni e docenti vengano ricostruite a distanza di settimane dall’avvenuto rilevamento dello stato di positività.

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