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L’opposizione scrive al sindaco Guglielmo Cavallo sull’orinanza emanata sull’accessibilità dei disabili

Con sommo sconcerto apprendiamo che il sindaco di Ostuni ha utilizzato i poteri che il Testo Unico degli enti locali gli conferisce nelle materie di emergenza sanitaria e tutela della sanità pubblica per emanare un’ordinanza contingibile ed urgente al fine di derogare al vigente Documento Strategico del Commercio,e,in particolare,all’art. 5 lettera c), in cui viene prescritto che “I locali destinati alla somministrazione ed i relativi servizi igienici dovranno essere accessibili ai diversamente abili”, giustificando tale scelta “al fine di consentire il rilancio delle attività per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande durante la stagione estiva”.

In buona sostanza, adottando il predetto provvedimento il Sindaco non solo ha abusato del potere che la legge gli concede in materia di ordinanze contingibili ed urgenti, trattandosi di un ambito nel quale la tutela della sanità pubblica appare, francamente, del tutto insussistente, ma, ciò che appare ancora più intollerabile è il bilanciamento degli interessioperato nell’ordinanza.

Nell’atto, infatti, si mortifica un aspetto sociale inderogabile di una società civile che possa dirsi tale, quale il diritto dei disabili a non vedersi discriminati, anche mediante l’eliminazione degli ostacoli che si frappongono all’esercizio della propria quotidianità sostanziantesi nella libera fruizione dei locali di somministrazione di alimenti e bevande, ad un interesse economico che, pur rilevante, non potrà mai ritenersi di matrice superiore.

La ragione per cui quanto deciso dal Sindaco risulta intollerabile non affonda le proprie radici nella circostanza che vorrebbe la nostra città come realtà turistica in grado di aspirare ad elevati standard qualitativi di servizio, aspetto pur degnodi adeguata considerazione, ma molto più banalmente deve rinvenirsi nelperseguimento del più basilare, ma non per questo meno importante, principio di civiltà, che una comunità seria deve sempre avere quale punto di riferimento.

Fermo restando tale imprescindibile bilanciamento di interessi, non si può non stigmatizzare come nel caso di specie vi sia stato un utilizzo disinvolto dello strumento dell’ordinanza contingibile ed urgente finalizzato alla regolamentazione divicende privatistiche che nulla hanno a che vedere con l’interesse pubblico, e che sviliscono la stessa funzione degli organi deputati al suo perseguimento, essendo sintomatico di una certa opacità e mancanza di trasparenza.Ci auguriamo, perciò, che tale episodio non passi sotto silenzio e che sollevi i distinguo da parte di tutti i soggetti (associazioni, organi istituzionali, ecc.) che fanno della tutela delle disabilità la propria ragione fondante.