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Ospedale di Ostuni, ecco le parole del consigliere Domenico Tanzarella.

Sono sinceramente stanco di persone con schiena piegata, di naturale predisposizione al vassallaggio oggi di tizio domani di Caio. Di basse dissertazioni sulla forma e mai sui contenuti e sulla sostanza delle cose. Oggi 30 aprile 2020 l’ospedale di Ostuni a fronte di 105 posti letto del piano regionale da anni approvato ne ha funzionanti solo 40, medicina e metà pneumologia, nonostante sia stata trasferita ad Ostuni da tre anni. A fronte di una dotazione organica, ultima approvata, di 429 posti complessivi per il plesso di Ostuni tra medici, infermieri, operatori socio sanitari e tecnici, sono attualmente in servizio 270 persone, con un deficit di quasi il 40 per cento.

Sono stati chiusi i reparti di chirurgia e ortopedia per fare lavori di maquillage che potevano essere fatti proseguendo l’attività come era stato deciso il 22 marzo scorso. Nel reparto di ortopedia, a distanza di un mese dalla disposizione che chiudeva lo stesso reparto, non vi è traccia di alcun lavoro, a dimostrazione che non vi è necessità di alcuna concomitanza tra gli stessi lavori. Per non parlare dei dati che riguardano i due reparti. La ortopedia di Ostuni ha effettuato nel 2019 1020 interventi chirurgici regolarmente validati, quella di Francavilla Fontana 546 e quella del Perrino 1143.quindi un ospedale di base bistrattato e vilipeso ha effettuato il doppio degli interventi di un ospedale di primo livello e gli stessi del grande ospedale di secondo livello e riferimento del Perrino di Brindisi.

A ciò aggiungasi, come pubblicato sugli organi di stampa regionali qualche mese fa, che l’ospedale di Ostuni è fra i migliori a livello regionale per il rapporto tra costi e ricavi.    Alla luce di queste considerazioni inoppugnabile, appaiono farneticanti le risposte date dal direttore generale sulla stampa, prive di valutazioni nel merito, assolutamente non curanti della necessità di una opportuna mediazione che coniugi la prosecuzione dell’attività chirurgica con l’esecuzione dei lavoretti. Ma soprattutto preoccupa la disinvoltura con la quale si sottovalutano necessità e bisogni del popolo e delle istituzioni che lo rappresentano, altro che dipendenti dell’ospedale, che aggravano ed incancreniscono un conflitto che solo un cieco od un ottuso non vede o non sente.

Concludo dicendo semplicemente al dott. Pasqualone ed al suo team, evidentemente offuscato e non lucido per tutti i problemi da affrontare, anche per riscontrare con una certa eleganza il suo tono vagamente minaccioso, che il vero problema non è che il sindaco di Ostuni non abbia i poteri per emettere una ordinanza di riapertura dei reparti, ma che tali poteri li abbia il direttore generale e li usi per chiudere reparti e servizi.

Per quanto attiene poi all’appuntamento al T. A. R. ed alla corte dei conti rassicurano che noi saremo puntuali, non fosse altro perché al ci siamo già rivolti prima di ogni altro e quindi lo aspettiamo, mentre alla corte dei conti, alla quale ci siamo già rivolti da 4 mesi, lo aspettiamo che vada a chiarire insieme a qualcun altro il mancato completamento dopo 15 anni dell’avviato ampliamento del ospedale di Ostuni. Alla ASL ed a qualche distratto partito politico faccio presente che allo stato almeno il 70 per cento della popolazione è contro di voi, quindi i migliori auguri per le migliori fortune.

Comunicato Stampa – Domenico Tanzarella