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Poche speranze, infatti, che gli ultimi tentativi di mediazione, tra l’asl di Brindisi ed il comune di Ostuni.

Lo scontro è destinato a proseguire in tribunale, davanti ad i giudici del Tar. Poche speranze, infatti, che gli ultimi tentativi di mediazione, tra l’asl di Brindisi ed il comune di Ostuni, possano determinare un effetto diverso, se non un muro contro muro, con pochi margini di conciliazione.

Il direttore della Asl di Brindisi Giuseppe Pasqualone al Quotidiano di oggi ha dichiarato: «Ieri ho inviato una nota in cui gli chiedo di rivedere la posizione, ritenendo anche che non abbia i poteri per emettere quell’ordinanza. Nel caso non lo facesse saremo costretti ad impugnarla e ognuno si assumerà le responsabilità contabili che ne deriveranno».

Il sindaco di Ostuni ha poi dichiarato: «Chiedo al direttore generale di rispettare quel provvedimento: riaprire per le urgenze alcuni posti letto per chirurgia e ortopedia. Per il resto non ci sarà nessun passo indietro. Ritengo –spiega Cavallo- un pericolo per la salute degli ostunesi, e non solo, quella chiusura: ed è per questo che ho emesso quella ordinanza che è nei miei pieni poteri. Per quanto di mia competenza ho cercato di evitare, in tutti i modi lo scontro istituzionale».

E così, con ogni probabilità, sarà il tribunale amministrativo regionale a pronunciarsi sulla legittimità del provvedimento emesso martedì, che dispone la riapertura dei reparti di chirurgia e ortopedia all’interno dell’ospedale di Ostuni, chiusi per volere dell’Asl dallo scorso 6 aprile. Una decisione, dei vertici dell’azienda sanitaria brindisina, basata sulla necessità di effettuare lavori di ammodernamento nei due reparti: opere che non contemplerebbero, durante l’esecuzione, le attività quotidiane di reparto, trasferite con tutto il personale da oltre 20 giorni a Francavilla Fontana e Brindisi.

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L’ordinanza del sindaco non punta al blocco dei lavori, quanto all’accorpamento delle attività dei due reparti negli spazi liberi, durante le opere di cantiere. Secondo il crono programma, fissato dall’Asl il 20 aprile, entro il 31 maggio ci sarebbe stato il completamento dei lavori di chirurgia, con l’accorpamento dal primo giugno. Per ortopedia le date fissate invece sono: opere ultimate del reparto il 31 luglio, ed apertura nella nuova area dal primo agosto.

«Il problema creato nasce dal voler fare i lavori in contemporanea. Si sarebbero potuti adeguare spazi per garantire almeno qualche posto letto per le urgenze. Noi vogliamo che le opere vadano avanti. Auspico – continua Cavallo – che non ci siano scuse per eventuali ritardi. Il senso della mia ordinanza si basa anche dal fatto che il Governo, dal 4 maggio ha previsto una serie di riaperture, compresa parte delle attività sportiva. Perché deve esserci il rischio di non essere all’altezza di intervenire nell’eventualità, speriamo di no, di qualche trauma o altro che necessiti dell’ortopedia ad Ostuni? L’ospedale di Francavilla Fontana non regge la mole di ricoveri per la provincia, con il reparto chiuso nella nostra struttura».

Una richiesta di mantenere aperti i due reparti nella Città Bianca giunta anche, nei giorni scorsi, anche dall’area civica socialista, che si era già mossa tramite ricorso al Tar contro le disposizioni dell’Asl di Brindisi di chiudere le attività.

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