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Lavori mai ultimati per la nuova piastra dell’ospedale di Ostuni: l’ex sindaco Domenico Tanzarella chiama in causa il consigliere regionale Fabiano Amati del Pd.

«Sono d’accordo con le sue doglianze per l’interruzione dei lavori dell’ospedale tra Fasano e Monopoli, spero che possano ripartire presto. Ma non ho mai sentito da parte sua, una sola parola per sollecitare il completamento dei lavori della nuova ala. E’ questo fatto mi rammarica molto soprattutto nell’interesse della nostra comunità».

Una vertenza che si protrae da anni nella Città Bianca. Un esposto alla Corte dei Conti già depositato, per l’anomalia, di un cantiere aperto da oltre un decennio, a ridosso del corpo centrale, e per il quale servirebbero ancora oltre 8 milioni di euro, per il definitivo completamento e l’allestimento degli spazi. Una querelle che, anche con l’emergenza sanitaria in corso per il Covid-19, è ricomparsa nell’agenda politica non solo locale.

«Prendo atto che anche il consigliere regionale Fabiano Amati è d’accordo sul fatto che nel raggio di 130 chilometri, da Brindisi a Bari, non c’è un ospedale d’eccellenza, e quindi l’assenza completa, come sostengo da anni, di reparti che possano dare risposte all’emergenza ed urgenza tempo-dipendenti. Proprio per questo –afferma Tanzarella- mi sarei aspettato attenzione da lui per i lavori della nuova ala, che probabilmente necessitavano di un tempo minore rispetto alla costruzione di un nuovo ospedale. Ma niente».

L’ex sindaco della Città Bianca, poi, pone l’accento sulla stretta attualità, e sulle criticità strutturali che stanno attanagliando la sanità brindisina, in termini di strutture. «Se avessimo avuto quella piastra, non ci sarebbero stati problemi di allocazione e funzionalità del laboratorio analisi, in questa fase di crisi per i tamponi. Avrebbe dato una collaborazione fondamentale. Così come gli altri 10 posti, già assegnati di pneumologia. A maggior ragione- spiega ancora Tanzarella- che gli stessi, con la normativa attuale sarebbe potuti aumentare del 100%, quindi fino a 40 , per un reparto specializzato, in sintonia con l’attuale situazione reale, e che è un’eccellenza. Così come anche un nuovo e definitivo pronto soccorso». Una situazione, ora ferma, con il piano della regione per il Covid-19, che al momento non prevedono interventi per la piastra.

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«Le ragioni elencate avrebbero consentito –riferisce l’esponente socialista- per non dire obbligato i rappresentanti istituzionali della nostra provincia, in particolare l’amico Fabiano Amati, che fa parte di un comprensorio-distretto caratterizzato dall’unione dei due ospedali, Ostuni e Fasano, a non disinteressarsi di problemi che sono anche suoi oltre che della comunità ostunese». Nuova ala ma non solo, nell’intervento di Tanzarella, che non nasconde il suo malcontento anche per un altro fronte d’emergenza in provincia di Brindisi, chiamando in causa anche gli altri consiglieri regionali del territorio. «Nessuno si è accorto, a prescindere in questa fase dell’emergenza del Covid-19, che in provincia di Brindisi dovevamo avere 32 posti di terapia intensiva, ed in realtà ne avevamo solo 8. Questo conferma la tesi della situazione di pseudo illegalità per l’urgenza e l’emergenza. E’ possibile che me ne sono accorto solo io? Ci sono quattro consiglieri regionali in provincia di Brindisi e nessuno – attacca Domenico Tanzarella- che ha mai concretamente speso una parola per questa criticità e per l’ospedale di Ostuni.

Tutto questo, ad iniziare dai reparti tempo-dipendenti, rientra nel Decreto 70 (sugli standard ospedalieri), che quando vogliono lo utilizzano per definire i reparti che devono essere chiusi o quelli che devono essere gli ospedali di base o posti letto. Mai niente è stato fatto per la comunità della Città Bianca, e quindi per dare risposte centre in termini di assistenza sanitaria».

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