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L’opposizione chiede più coinvolgimento sulla gestione dell’emergenza Covid

Noi consiglieri di opposizione Domenico Tanzarella, Andrea Pinto, Emilia Francioso, Angela Matarrese, Adriano Zaccaria, Giovanni Parisi e Giuseppe Tanzarella,avvertiamo tutta la responsabilità che ci deriva dal dovere di rappresentare un’ampia fetta di cittadini ostunesi in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando.

L’emergenza epidemiologica ha richiesto e richiede tuttora scelte drastiche che mirano alla tutela della salute dei nostri concittadini che cercano di prevenire il rischio di contagio attraverso la mesta pratica dell’isolamento sociale.

L’obbligo di osservanza delle regole e delle buone pratiche che la scienza e la legislazione ci impongono, oltre ad attenere alla sfera personale di ognuno, è contegno che appartiene al senso civico ed allo spirito solidaristico che la qualità di buon cittadino contempla.

Se da un lato vi è enorme sconforto per le vittime e per i familiari delle stesse, dall’altro non vi è diverso sentimento per lo scenario che va prefigurandosi per una larghissima fascia di popolazione, alla quale mancheranno i mezzi di sostentamento per affrontare anche la più umile e sobria quotidianità.

La stasi di imprese, esercizi commerciali, artigiani, professionisti, già in balìa di una pregressa situazione economica precaria, mette, perciò, a dura prova la tenuta sociale del nostro paese.    

E’ per questa ragione che siamo convinti del fatto che la necessità di fronteggiare glieffetti diretti ed indiretti che l’emergenza epidemiologica sta causando richieda alla politica di perseguire la sua funzione più alta e nobile, cercando quanto più possibile di lasciare da parte tutto ciò che è in grado di far perdere di vista i soli obiettivi che in questo momento risultano essere primari e superiori, quali quelli della tutela della salute e della salvaguardia della tenuta del nostro sistema sociale.

Lo si deve alle tante categorie che stanno dimostrando la propria indiscutibile dedizione al lavoro ed al sacrificio, finanche mettendo a repentaglio la propria vita e quella dei propri cari (operatori sanitari, commercianti, farmacisti, operai, ecc.)

Ciò non si può e non si deve tradurre, però, nell’ abdicazione al ruolo fondamentale che la stessa Costituzione attribuisce alle minoranze ed alle opposizioni, da sempre fulcro fondamentale dei sistemi di rappresentanza democratica, ma deve senz’altrodeterminare un approccio quanto più orientato alla ricerca di soluzioni condivise e frutto di confronto per il governo dell’emergenza, scevro da battaglie aprioristiche e di parte.

Restiamo, perciò, convinti che l’emergenza richieda anche il nostro coinvolgimento nelle scelte che interessano tutta la collettività, e che, proprio perché dure e spesso difficili da sopportare, necessitano del maggior grado di rappresentatività possibile.

Per tali ragioni intendiamo ribadire la nostra massima disponibilità a partecipare nell’immediato, nelle sedi istituzionali a ciò deputate (Commissioni, Consigli), e sempre nel rispetto dei reciproci ruoli, ad un percorso utile a fronteggiare l’urgenza che ci si pone innanzi, così come alla programmazione di una consapevole ripartenza.

Così come sollecitato anche da altre forze, chiediamo al governo cittadino di attivare tutti i processi in grado di garantire la prosecuzione dell’attività istituzionale anche attraverso l’utilizzo di modalità tecnologiche e sperimentali.

Non abbiamo mai nascosto, ad esempio, il nostro punto di vista sull’inopportunità di assumere provvedimenti in contrasto con le prescrizioni del Governo che, peraltro, ai sensi dei decreti legge risultano inefficaci, ma non ci è stato dato modo sinora di rappresentarlo tempestivamente.

Riteniamo, infatti, che le scelte maturate sulla contrazione delle aperture dei supermercati, piuttosto che sui divieti all’esercizio delle attività mercatali degliambulanti di generi alimentari (non del tutto vietate), avrebbero meritato un confronto teso alla condivisione piuttosto che scelte assunte in solitaria.

Confronto imposto, altresì, dall’esigenza di rimodulare i tributi locali ai periodi in cui le attività sono effettivamente aperte, per non gravare iniquamente sulle tasche dei commercianti.

Altresì, non può non farsi una riflessione sulle difficoltà del settore turistico il quale, in particolar modo nel nostro territorio sta creando problemi a realtà consolidate, con tutto ciò che ne deriva in termini di perdita di posti di lavoro e sofferenza per interi nuclei familiari.

In questa direzione, al di là della speranza riposta in interventi governativi e regionali, sarà utile riprendere il discorso della tassa di soggiorno, inopinatamente impostadall’amministrazione anche per i mesi di bassa stagione, oggi più che mai incompatibile con qualsiasi strategia di rilancio.

Allo stesso tempo, siamo dell’avviso che anche da parte della politica debba esservi un segnale di solidarietà, che potrà dimostrarsi attraverso la scelta di devolvere i propri gettoni di presenza e i compensi derivanti dalle cariche istituzionali per l’acquisto di generi alimentari per i più bisognosi.

Così come è imprescindibile l’immediata cessazione dell’erogazione di indebiti rimborsi spese.

Sulle erogazioni del fondo di solidarietà occorrerà porre in essere la massima attenzione onde determinarne la distribuzione con procedimenti quanto più equi e trasparenti.

Come alcuni di noi non avevano già mancato di fare dobbiamo dare atto al Presidente del Consiglio di aver assunto un’iniziativa al fine di consentire il dialogo attraverso la riunione della Conferenza dei Capigruppo attraverso l’istituzione di uno strumento alternativo alla riunione fisica, ma, ahimè, lo slancio del Presidente non ha sortito l’effetto sperato a causa dell’apparente disinteresse mostrato dai Capigruppo della maggioranza.

Nonostante ciò, auspicando di superare quanto prima questo periodo di estrema difficoltà, nell’esclusivo interesse della nostra città e nella consapevolezza del nostro ruolo, ribadiamo la nostra leale collaborazione istituzionale.