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Il consigliere comunale del gruppo Avanti Ostuni Giuseppe Tanzarella, parla delle problematiche legate all’ambiente e alla gestione dell’appalto dei rifiuti.

Avverto la necessità di intervenire nell’ambito di un settore dell’amministrazione che, nonostante le sue intrinseche difficoltà di gestione, appare, oggi, nel contesto della nostra Ostuni, sempre più in balia delle difficoltà.

Non vi è decisione o scelta dell’Assessorato all’Ambiente, infatti, che non si mostri in tutta la sua inefficienza, inefficacia e, di conseguenza, carenza di lungimiranza.
Per non lasciare che la predetta considerazione si attesti a semplice rimostranza politica di un membro appartenente all’opposizione del governo cittadino, quale è il sottoscritto, è bene citare i fatti che inducono ad assumerla.

In primo luogo, non può non rilevarsi come con la presente amministrazione sia venuto a compimento, a far data dal 01 novembre 2019, con la stipula del nuovo contratto di appalto di igiene urbana, il disfacimento di un sistema innovativo, quale quello del porta a porta sull’intero territorio, che a partire dalla propria istituzione, nel 2012, aveva fatto sì che Ostuni facesse un notevole salto in avanti nelle politiche ambientali.

Nel 2018, però, con la scriteriata scelta dell’allora maggioranza di governo, si è deciso di ritornare indietro, abbandonando l’idea del porta a porta nelle zone rurali a favore dell’introduzione delle isole mobili.
Tale scelta fu dal sottoscritto subito osteggiata, e ricordo ancora il Consiglio Comunale che si tenne all’epoca, in cui, peraltro, l’attuale Sindaco era parte integrante dell’amministrazione in carica, ricoprendo il ruolo di Vice, compartecipe, perciò, delle scelte di allora.

Le ragioni per cui ritenevo, così come ancora ritengo oggi, quella scelta scorretta, sono facilmente individuabili, essendo state già oggetto di diversi scambi di vedute avvenuti a mezzo stampa; pregiudizio per le zone rurali, discriminazione tra i cittadini delle campagne, in particolare, tra coloro i quali sono rientrati nella zona urbana riperimetrata e quelli, invece, rimasti fuori, inevitabile aumento del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, pagamento della TARI a fronte della ulteriore riduzione di servizio.

In secondo luogo non può trascurarsi il capitolo della candidatura del Comune di Ostuni ai fondi POR per la realizzazione del nuovo Centro di Raccolta, il quale, secondo il progetto dell’amministrazione, dovrebbe sorgere in zona agricola, soggetta a vincoli paesaggistici del PPTR, in un capannone di dubbia legittimità edilizia, e, come se non bastasse, con soluzioni che in alcun modo tutelano la sicurezza e l’incolumità del flusso veicolare, al contrario, mettendola in serio pericolo.

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Ciò che è ancor più grave, altresì, è che nonostante l’amministrazione avesse l’obbligo, a rigor di Avviso Pubblico Regionale, di avviare la massima concertazione in merito alla candidatura al finanziamento, tale onere è rimasto colpevolmente trascurato, essendosi risolto l’Assessore all’Ambiente a tenere un incontro con numerosi cittadini interessati solo in via postuma rispetto alla presentazione della candidatura, pensando di aver assolto alla sua necessaria pubblicizzazione attraverso un incontro avvenuto nel palazzo di Città l’8 gennaio scorso, senza che, peraltro, dello stesso fosse stato dato adeguato avviso, oltretutto, come nello stile, nella totale disinformazione nei riguardi dei Consiglieri Comunali.

Ancora, è notizia recentissima che la Regione Puglia abbia rivisto il proprio parere in ordine all’assoggettamento a valutazione di impatto ambientale del progetto di riqualificazione del Porto. Ci piacerebbe conoscere, sulla questione, il punto di vista dell’Assessore all’Ambiente, che, ricordo, in qualità di rappresentante istituzionale del territorio, dovrebbe assumere una posizione su questioni nevralgiche per la tutela dello stesso. Ma sulla vicenda del porto, che necessita di più spazio, oltre che di maggiore approfondimento, mi riserverò di intervenire nuovamente.

Da ultimo, poi, non può trascurarsi la magra figura cui l’amministrazione è andata incontro per essersi intestardita nella vicenda della preclusione dell’accesso ai cani delle villette verdi site nel Comune, dove, fortunatamente, la magistratura amministrativa, come si suol dire, ci ha messo una pezza.

Ecco, alla luce di quanto sta accadendo nel settore, diciamo che, probabilmente, la scelta dell’attuale Assessore Pinna, quale assessore all’Urbanistica ed ai Lavori Pubblici e, successivamente, all’Ambiente, non è proprio rispondente alla speranza da molti auspicata, e consistente nel vedere ricoperto il ruolo di Assessore da professionalità dalla spiccata competenza nel settore di riferimento.

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