Il segratario cittadino del Partito Democratico scrive all’amministrazione comune dopo la presentazione del nuovo piano per la raccolta differenziata.

Per come è stata proposta dall’Amministrazione comunale, l’idea di eliminare il porta a porta in tutte le contrade “non urbanizzate” è quantomeno bizzarra. Seppur condivisibile, in parte, la necessità di una valutazione “costi/benefici” del porta a porta nelle campagne (anche in zone non densamente abitate), la soluzione proposta dal Sindaco e dal suo Assessore all’ambiente crea una evidente disparità di trattamento tra i cittadini del centro città e i cittadini che abitano le contrade i quali dovranno sopportare considerevoli disagi e difficoltà per poter smaltire i propri rifiuti.

Innanzitutto non sono adeguati il numero, gli orari e la localizzazione delle isole ecologiche mobili. L’apertura è prevista solo per poche ore durante l’arco della giornata, in orario lavorativo, e le isole ecologiche mobili talvolta risultano essere localizzate a diversi chilometri di distanza. Ad esempio, gli abitanti di contrada Pascarosa dovranno percorrere 16 km tra andata e ritorno per conferire i rifiuti in Contrada Galante. Stesso dicasi per gli abitanti di contrada Chiobbica o Cavallerizza.

Gli abitanti delle contrade dovranno quindi essere necessariamente automuniti per smaltire i rifiuti e potranno farlo solo due volte la settimana in orario esclusivamente lavorativo. Mi sembrano del tutto evidenti i disagi per lavoratori e anziani. La cosa ancora più singolare è che, a fronte dell’eliminazione del servizio di raccolta porta a porta con un conseguente risparmio di spesa, l’Amministrazione non abbia previsto nessuna riduzione della tassa dei rifiuti per i cittadini delle contrade. Quindi, gli stessi, non solo dovranno affrontare i disagi di cui sopra, ma dovranno anche pagare la tari nella stessa misura di chi invece usufruisce del servizio di raccolta a domicilio.

Una soluzione di questo tipo è francamente improponibile oltre che ingiusta e finirà solo con il rendere le contrade del nostro territorio più sporche e ancora più abbandonate a se stesse. L’amministrazione comunale, a nostro avviso, avrebbe dovuto realizzare in ciascuna contrada, o per lo meno nelle più importanti, zone recitante e video sorvegliate, con accesso riservato con tessera sanitaria, in cui i cittadini avrebbero potuto conferire i rifiuti h24.

D’altronde, soluzioni di questo tipo, sono adottate anche da comuni limitrofi. Di conseguenza si sarebbe dovuta prevedere una riduzione della Tari, a fronte dei minor costi sostenuti per la raccolta. Solo dopo aver realizzato ciò e dopo aver ascoltato chi quei luoghi li vive ogni giorno, si sarebbe potuto procedere alla eliminazione del “porta a porta”. Ma l’Amministrazione comunale, che in campagna elettorale prometteva trasparenza e partecipazione, ancora una volta, dopo la questione del divieto di ingresso ai cani nella Villa comunale e le polemiche per scaturite per la nuova isola ecologica, dimentica di investire sulla cultura delle regole, sul confronto e sull’educazione al senso civico. C’è da scommettere che assisteremo ad un altro grande successo dell’Assessorato all’Ambiente.

Noi del Partito Democratico, con i nostri consiglieri comunali, saremo al fianco dei cittadini per impedire che l’Amministrazione prosegua nel proposito di creare disagi e ingiustizie per i residenti delle contrade i quali, invece di ricevere le attenzioni che meritano, vengono ancora una volta dimenticati e maltrattati.