«Non è stato fatto nulla per evitare i disagi. I luoghi alternativi andavano trovati prima di chiudere la biblioteca». Andrea Pinto, consigliere comunale del gruppo “Tanzarella per Ostuni” contesta all’amministrazione della Città Bianca l’assenza di una pianificazione in questa fase di chiusura della Biblioteca comunale, interessata da lavori di ristrutturazione e ammodernamento.

«Polo multifunzionale, contenitore culturale storico, ma soprattutto punto di riferimento per i tanti ragazzi di istituti superiori ed università:offrire spazi nuovi e ammodernati era dunque un dovere per l’amministrazione, nei confronti soprattutto di questa fascia di cittadini per i quali, da tempo, la biblioteca rappresenta elemento portante della loro quotidianità. Duole constatare il notevole, proprio per l’importanza dei luoghi il disagio arrecato». Le opere, iniziate già da qualche giorno da ieri, si stanno sviluppando anche nelle aree d’accesso, impedendo così ogni forma di utilizzo per le attività al pubblico.

«L’amministrazione comunica che si sta lavorando per ridurre al minimo ogni tipo di disagio. Data la tempistica che richiederanno gli interventi di rifacimento, almeno 6 mesi di lavori nella migliore delle ipotesi, la giunta si è dimostrata ancora una volta poco attenta- attacca Pinto- preoccupandosi solo dopo la chiusura di poter trovare una sistemazione idonea a soddisfare, durante tale periodo, i bisogni dell’utenza». Altri sono gli elementi contestati per questa ristrutturazione.

«Le opere di restyling sono iniziate in un periodo che potremmo definire “critico ed infelice” per l’affluenza nella struttura: settembre è infatti il mese pieno per gli studenti di qualsiasi ordine, tra lezioni scolastiche e gran parte dei corsi universitari che riprendono per molti ragazzi della nostra città. Non di certo il migliore dei periodi da scegliere –dichiara il consigliere di opposizione-per avviare un iter di disservizi e malumori che certamente si protrarrà per diversi mesi che coincideranno con l’intera durata dell’anno scolastico e universitario».

Pinto, anche dopo aver raccolto l’amarezza di alcuni giovani della Città Bianca che restano in attesa di sapere quando e dove utilizzare spazi pubblici per le loro attività di studio e ricerca, aggiunge: «Non si è badato, ancora una volta, alla tutela del cittadino, questa risulta infatti essere la più grande delle sconfitte in una vicenda che spero possa trovare al più presto soluzioni alternative per i molteplici disagi arrecati». Tra le ipotesi, anche se non di facile ed immediato utilizzo, nei giorni scorsi erano stati valutati Palazzo Cenci-Tanzarella, Casa della Musica ed alcune aree della scuola “Nello Orlandini Barnaba”.

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