Spietata analisi critica di Antonio Elefante, consigliere comunale del capoluogo, a partire dai casi di Mesagne e Ostuni.

Domenica 9 giugno è terminata la campagna elettorale. I cittadini hanno votato dal Parlamento Europeo al singolo consigliere comunale del più piccolo dei Comuni di Provincia. Anche in questa tornata elettorale la politica ha svelato il suo vero volto, i suoi nuovi metodi e le sue consequenziali dinamiche. Una politica oramai imbarbarita, spaventosa e spaventata.

Una politica che fa della semplificazione e della manipolazione della realtà la sua arte migliore. Una politica incapace di concepire se stessa perché sempre più difficile decifrarne e comprenderne i suoi tanti rappresentanti che hanno sostituito il pensiero politico con la propaganda di piazza e di social.

È evidente come le tante responsabilità della crisi del sistema politico nel suo pensiero, quanto nella sua credibilità, partono da lontano. Per un muro che cadeva c’era un mondo che cambiava, ma ancor di più una evidente inerzia dei partiti nel presentarsi al nuovo mondo.

Era giusto che i Partiti si scrollassero di dosso quelle pesanti ed anacronistiche condizioni ideologiche, col tempo però hanno stravolto anche i più elementari e basilari concetti di comunità politica.

Il Partito Democratico della provincia di Brindisi, viste le ultime “dinamiche” elettorali, è riuscito a superare, nel peggio, se stesso; questa volta colorito dalla “straordinaria partecipazione” di coloro i quali, in questi decenni, hanno avuto ruoli di rappresentanza politica nazionale e regionali.

La costante sofferenza del Partito Democratico di Mesagne preoccupa non tanto per il risultato in sé positivo, ma per l’incapacità perdurante oramai da troppi anni di ritornare protagonista, risultando invece antagonista dei soliti noti che, visto il risultato elettorale, hanno la maggioranza dei cittadini.

Per non parlare di Ostuni: qui, senza entrare nella spiegazione delle tante dinamiche, i protagonisti nel pre-elezioni e durante le stesse sono stati capaci di risultare colpevoli per aver stravolto qualsiasi regola politica causa le loro follie rancorose e per questo, tutti colpevoli di vilipendio verso il partito e verso la politica.

Il Partito Democratico della Provincia di Brindisi da troppi anni ha abbandonato le proprie funzioni, ha continuamente trascurato le esasperanti emergenze territoriali, ha visto gradualmente perdere consenso e fiducia tra i cittadini, ha perso quella capacità di risultare partito guida con la dote di aggregare tutti quei soggetti politici che si riconoscono nel centro sinistra accumulando così sconfitte nei vari comuni del territorio provinciale.

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