Fabiano Amati rimanda al mittente le accuse lanciate nei suoi confronti dal PD di Ostuni dopo la conferenza stampa di Giorgino e Pomes.

«Le accuse nei miei confronti? E’ la solita malafede di chi cerca capri espiatori o pezze a colori per farsi perdonare gli errori». Fabiano Amati, consigliere regionale del Partito Democratico, risponde così alle accuse lanciate venerdì in conferenza stampa da Fabio Giorgino.

E’ scontro così tra i democratici. Il segretario del Pd ostunese commentando il risultato delle amministrative aveva criticato Amati, per un suo possibile sostegno a candidati della coalizione civica di Domenico Tanzarella, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali del 2020. Il consigliere regionale, però, respinge le accuse. «Prova ne sia che mi citano da solo e non con il senatore Gianni Pittella, in compagnia del quale sono andato -ovunque ci abbiano chiamato- a fare incontri di campagna elettorale per i candidati Pd alle Europee. Solo loro – attacca Amati riferendosi al Pd di Ostuni- non ci hanno mai chiamati. Ho ricevuto un solo messaggio in tutta la campagna elettorale il 6 maggio per una manifestazione fissata per due giorni dopo, a cui ho risposto di non poter partecipare per concomitanti impegni. Poi nulla, perché giustamente stimavano pari a nulla il mio apporto elettorale».

Giorgino aveva anticipato anche che avrebbe posto la questione anche i vertici provinciali del Partito Democratico. Anche su questo aspetto, il consigliere regionale del Pd, ribatte alla possibilità. «Prima di interpellare le federazioni di Brindisi per me e di Potenza per Pittella, provassero a interpellarsi sugli errori commessi in un Pd ostunese –attacca ancora Fabiano Amati- che cerca di condizionare e strumentalizzare con vecchi metodi e arnesi pure persone capaci come Angelo Pomes. Da questa campagna elettorale è emerso infatti che con Pomes e attorno ad altri giovani che si sono allontanati, c’è la possibilità di costruire qualcosa di buono».

Un confronto aperto destinato nelle prossime settimane anche a coinvolgere la segreteria provinciale, che fino a questo momento non si è espressa sul risultato conseguito nelle recenti amministrative ad Ostuni, con il Pd, che si è fermato al primo turno, ed ha lasciato libertà al proprio elettorato al ballottaggio, tra i due sfidanti Guglielmo Cavallo, centrodestra, e Domenico Tanzarella, liste civiche. Dopo la vittoria delle forze politiche di area moderata, con Cavallo, era stato il suo sfidante, a contestare l’atteggiamento del Pd di Ostuni.

Analisi del voto che è stata oggetto anche del direttivo del Partito Democratico della Città Bianca, convocato dal gruppo dirigente, ma aperto anche ad altri esponenti del Pd locale. Non sono mancate le contestazioni, seppur minime, da parte di chi già in passato aveva chiesto al partito di Ostuni, di affrontare le amministrative in un progetto si rinnovato, ma allargato a più parti della città. La discussione accesa, solo in alcuni momenti del direttivo, ha fissato come uno degli obiettivi per il futuro del Pd ostunese, quello di avviare a stretto giro una campagna di tesseramento, che possa contribuire anche all’attività del partito tanto in consiglio comunale come opposizione, quanto anche ai prossimi appuntamenti elettorali. 

 

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