Trattative ad oltranza nel Partito Democratico di Ostuni: manca l’accordo tra le varie correnti del Pd della Città bianca, sul nome da indicare al tavolo delle trattative per la nascente coalizione.

L’intesa sul candidato sindaco ancora non c’è. Trattative ad oltranza nel Partito Democratico di Ostuni: manca l’accordo tra le varie correnti del Pd della Città bianca, sul nome da indicare al tavolo delle trattative per la nascente coalizione. Un nuovo progetto politico di cui dovrebbe far parte anche il movimento “Rigenerazione”, una possibile lista con alcuni degli già assessori dell’ex giunta tecnica, e non escluso anche il movimento “Ostuni Bene Comune”, vicino a Franco Colizzi.

Ma intanto il Pd è in cerca di unità, non facile, al proprio interno. Non mancano le ambizioni personali di chi vorrebbe scendere in campo in prima persona. I democratici, così, si sono dati almeno altre 48 ore per cercare un’intesa nel partito: i nomi sul tavolo sarebbero quelli dell’ultimo capogruppo Angelo Pomes, dell’ex presidente del consiglio comunale Angelo Melpignano, e non sono escluse indicazioni a sorpresa, come potrebbero essere quelli di Giuseppe Colucci e Isabella D’Attoma.

Non sarà una prima scelta facile, quella a cui sarà chiamato il segretario cittadino Fabio Giorgino, che ha dovuto registrare posizioni diverse nell’ultimo direttivo. Un tavolo di confronto interno che ha visto l’assenza di esponenti di primo piano del partito, tra cui lo stesso Melpignano ed il senatore Salvatore Tomaselli. Non una protesta ufficiale la loro, con la mancata partecipazione, ma la richiesta di chiarimenti su quelle che saranno le scelte future del Pd in vista dell’imminente competizione elettorale.

E su questo fronte, unica convergenza tra i presenti all’ultimo direttivo senza Melpignano e Tomaselli, è la volontà di proseguire sulla strada indicata poche settimane fa da Giorgino, e quindi presentarsi alle “comunali”, con un progetto alternativo al coordinamento delle liste civiche dell’ex presidente della provincia e sindaco di Ostuni Domenico Tanzarella.

Finiscono qui le certezze per il Pd della Città Bianca. Al momento, infatti, un’eventuale ricomposizione dell’alleanza che ha guidato Ostuni fino al 2014, appare difficile, se non impossibile, non solo per le scelte politiche diverse che i due blocchi hanno fatto negli ultimi tempi. Ci sono anche rapporti personali deteriorati.

Da oggi, però, inizia un lungo week end di mediazione, nel Pd, tra la segreteria cittadina ed i componenti del partito per individuare la figura unica da proporre ai prossimi alleati. Tra questi, non è escluso che il movimento “Rigenerazione”, dal suo canto possa indicare come proprio nominativo, per avviare le trattative per la scelta del candidato sindaco, quello del consigliere comunale Giuseppe Tagliente. Lo stesso professionista ostunese, è stato eletto in assise con il Pd nel 2014; tre anni dopo ha aderito a Leu, prima di costituire, insieme con l’ex candidato sindaco del centrosinistra unitario Nicola Santoro, nell’autunno del 2018 la lista “Rigenerazione”.

Non è escluso, comunque, che la sintesi tra partiti e movimenti possano giungere su un terzo nome proveniente della società civile, fuori da ogni schema politico, disponibile a convergere sui programmi della nuova coalizione per le prossime amministrative.

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