Antonio Suma
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Il segretario cittadino di Articolo Uno Antonio Suma, interviene sull’argomento che si discuterà oggi in consiglio comunale, il recesso dalla convenzione con il Teatro Pubblico Pugliese.

Riceviamo e pubblichiamo.

Ostuni, non vogliamo che cali il sipario
Ebbi un pò di amaro in bocca, nello scorso inverno, quando seppi della risoluzione della Convenzione fra il Comune di Ostuni ed il Cinema Teatro Roma. Certo, capivo e capisco tutt’ora le esigenze dovute all’innestarsi di una nuova attività imprenditoriale, ammiravo anche le idee innovative, che avrebbero di lì a poco raccolto le sfide dell’intrattenimento in un’epoca in cui i film in prima visione, la qualità video ed audio, il comfort sono comunemente ritrovabili anche a livello domestico.

Allo stesso tempo, però, pensavo a quanti momenti di vita cittadina io avessi passato in quel Teatro. Alle Assemblee di Istituto, ad un Consiglio Comunale aperto, all’apertura di qualche Settimana dei Bambini del Mediterraneo, o a qualche evento, che fosse musicale o di altra natura. Ricordo le stagioni teatrali, e qualche convenzione con le scuole che permettesse la fruizione di spettacoli a ragazzi che diversamente, non avrebbero potuto incontrare un mondo ed un modo di fare cultura e spettacolo.

Riflettevo, inoltre, sul fatto che ad Ostuni sarebbe mancato, da quel momento in poi, un contenitore in cui l’amministrazione potesse promuovere momenti culturali o di aggregazione.

Vedevo l’istituzione arretrare di fronte ad una sfida, chiudere quella piccola porticina dove, fra risorse e vincoli di bilancio, poter promuovere uno sviluppo culturale e sociale. Rinunciare ad una possibilità, ed alle difficoltà che ne sono associate, per dedicarsi solo e soltanto all’ordinaria amministrazione ed al tirare a campare di Andreottiana memoria.
Fiducioso sognavo, in cuor mio, che si sarebbe ovviato a tutto ciò, magari realizzando un Teatro Comunale, come è successo in vari comuni limitrofi, più piccoli, ma di più ampie vedute.

La “proposta di recesso dal consorzio del teatro pubblico pugliese”, settimo punto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di oggi pomeriggio, mette una pietra tombale su ogni aspettativa di questo genere.

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Il Teatro è una arte, è cultura, è intrattenimento. Il teatro ha una funzione sociale, dato che ha costituito per secoli un punto di incontro fra persone, ed anche oggi offre spesso una possibilità di esprimersi, nelle scuole o nelle associazioni, a tanti ragazzi che altrimenti vivrebbero reclusi o schiavi dei social network.

Il Teatro è parte del patrimonio culturale italiano, dalla commedia dell’arte, a Pirandello, De Filippo e Fo, che sono stati capaci sempre di farci fare risate amare evidenziando al contempo le storture del mondo che ci circonda. Non possiamo accettare che si rinunci, per gli anni a venire, a riproporre il Teatro in Ostuni. Chiediamo anzi, che si faccia una sforzo per ripristinare la presenza di un contenitore culturale che possa non solo ospitare il teatro, ma anche momenti di civismo, eventi pubblici, scuole ed associazioni.

Chiediamo anzi, che si faccia una sforzo per ripristinare la presenza di un contenitore culturale che possa non solo ospitare il teatro, ma anche momenti di civismo, eventi pubblici, scuole ed associazioni. Chiediamo che non ci si preoccupi solo dell’amministrazione ordinaria di Ostuni, ma che si lavori per accrescerne il livello culturale e sociale.

Ci auguriamo che il tema venga ritirato o bocciato. Non è troppo tardi, “finché l’ultima battuta non è stata pronunciata, il sipario non può essere calato…” (dal film “Jackob il bugiardo”).

Antonio Suma – Articolo UNO Ostuni

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