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Il gruppo consiliare di Giuseppe Tagliente e Nicola Santoro interviene sulla scelta dell’Amministrazione comunale di cedere a privati per 10 anni il Foro Boario a valle della Città Bianca.

Di seguito la nota.

Ancora una volta siamo davanti ad una scelta miope e priva di valide motivazioni. La delibera approvata dalla Giunta Comunale, con la quale si preannuncia l’evidenza pubblica per la concessione decennale del Foro Boario, rappresenta la massima espressione dell’approssimazione a cui ci ha abituati il Sindaco Coppola.

Nella discussione politica relativa all’ultimo Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni del patrimonio pubblico, approvato dall’assise consiliare, dall’opposizione è partito un appello alla valorizzazione del Foro Boario, da molti ritenuto l’unico contenitore pubblico in grado di offrire alla città grandi opportunità nei campi della cultura, del teatro, della musica e dello spettacolo.

Negli scorsi anni sono stati ingenti gli investimenti pubblici per la riqualificazione dell’area; nonostante ciò, oggi, l’Amministrazione decide di rivolgere un accorato appello ai privati, finalizzato alla gestione del luogo, senza tuttavia individuarne la vera destinazione d’uso.
Il privato avrà possibilità di scegliere, a proprio uso e consumo, cosa fare dell’intera area: attività culturali spettacolo o parcheggio; destinazioni d’uso assolutamente contrastanti, che rendono manifesta l’incapacità dell’Esecutivo a porre in essere lungimiranti, seri e concreti atti di indirizzo che collochino la città verso orizzonti maggiormente ambiziosi e rispettosi della vocazione turistico-culturale ostunese.

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Anche in questo provvedimento, pertanto, si riscontra la totale assenza di visione politica e programmatica di questa Giunta, che ancora una volta mira esclusivamente a rimpinzare le casse comunali con sterili risorse, privando la comunità di un contenitore ampio dalle potenzialità elevatissime per il rilancio della cultura, dell’arte e dello spettacolo nella nostra città.

Questa delibera non valorizza il Foro Boario, lo dismette cancellandone definitivamente l’identità, il profilo con cui è sorto, a causa di provvedimenti con cui l’Esecutivo tratta i beni della comunità non già come occasioni da valorizzare, bensì come rami secchi da tagliare e monetizzare, senza opportuni e doverosi distinguo.

Siamo ben consapevoli, purtroppo, che le risorse che il privato dovrà anticipare saranno utili a finanziare altre iniziative estemporanee, ovvero a porre rimedio alle ingenti spese che la comunità ha dovuto sostenere per ospitare “Battiti Live”. Tuttavia, non possiamo che continuare a lavorare affinchè a questa vuota approssimazione si contrapponga un nuovo e diverso progetto amministrativo carico di energia, creatività e voglia di fare, così da risollevare le sorti di una città condannata all’inerzia da un’Amministrazione incapace di veicolarla verso orizzonti più avvincenti ed ambiziosi.

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