A seguito del dibattito sviluppatosi in città tra associazioni di categoria, partiti, movimenti politici ed istituzioni, il Partito Democratico di Ostuni esprime la propria contrarietà all’abolizione della tassa di soggiorno.

L’imposta, che in questa città è stata istituita nel 2012 grazie alla ferma volontà politica del Partito democratico ed al lavoro dell’assessore al turismo dell’epoca Agostino Buongiorno, è ormai presente in tutte le maggiori mete turistiche d’Italia e, anche considerando i dati, non pare aver influito negativamente sulla nostra capacità attrattiva.

Eravamo e siamo convinti che la tassa di soggiorno sia necessaria sotto due punti di vista:
da un lato dovrebbe servire a migliorare l’offerta di servizi ai tanti turisti che vengono a visitare la nostra città durante l’anno e dall’altro dovrebbe costituire un piccolo ristoro alla cittadinanza.

In questa duplice ottica potremmo riuscire sia a favorire gli operatori turistici, offrendo servizi di maggiore e migliore qualità, che a generare delle ricadute positive su tutti i cittadini ostunesi, anche quelli che dal turismo non traggono nessun beneficio diretto ed anzi vedono aumentare i costi di ogni bene e servizio, finanche la “spazzatura”, proprio a causa del notevole afflusso turistico.

Dal nostro punto di vista saremmo ben contenti se ad esempio con i proventi della tassa di soggiorno, che vale la pena ricordare è un’imposta di scopo, si decidesse di risolvere la questione dei parcheggi ad Ostuni oppure si rendessero accessibili ai diversamente abili le nostre spiagge, si potenziassero i collegamenti con l’aeroporto, la marina e le città turistiche limitrofe ovvero si potesse garantire una pulizia continua durante tutto l’anno delle spiagge. Questi sono solo alcuni esempi dei possibili interventi da realizzare.

Con questo intento e questo spirito abbiamo pensato e voluto questa imposta e spiace constatare che, dopo i primi anni di sperimentazione, oggi sia usata il più delle volte per finanziare eventi di basso livello artistico e culturale che il più delle volte non solo non vengono apprezzati dalla cittadinanza ma neanche dai turisti.
L’amministrazione renda conto alla città innanzitutto che utilizzo se ne fa di queste risorse. In secondo luogo renda noto il gettito e cosa intende fare per scovare l’evasione che pare essere ancora molto cospicua.

Noi ci impegniamo a supportare e condividere ogni iniziativa volta a destinare la tassa di soggiorno nella direzione da noi auspicata, che tenga conto dei turisti ma che non dimentichi i nostri concittadini.

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