Giuseppe Tanzarella
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Il consigliere Giuseppe Tanzarella interviene sulla decisione dell’amministrazione comunale sulla refezione scolastica.

Le ultime modalità scelte dall’amministrazione per indire la gara d’appalto per l’affidamento del servizio di refezione scolastica della scuola dell’infanzia e primaria di Ostuni si mostra subito in tutta la sua superficialità e pericolosità, in quanto si traduce in una scelta di corto respiro in grado di mettere a repentaglio uno dei servizi che sono da anni il fiore all’occhiello della nostra città.

Basti pensare che tutte le vicissitudini che gli altri Comuni della provincia di Brindisi vivono costantemente con riferimento ai servizi di refezione, spesso balzati agli onori delle cronache per cattivo funzionamento e scarsa qualità degli stessi (pasti freddi, materie prime di poca qualità, insufficienza dei pasti, scarso igiene, ecc.), non hanno mai sfiorato la nostra Ostuni per i meriti degli operatori.

Oggi, purtroppo, in maniera autolesionistica l’amministrazione ha scelto di mettere a repentaglio tale situazione bandendo una gara d’appalto in forte ritardo, in pieno agosto, con la scadenza del termine di presentazione delle offerte fissato al 10 settembre prossimo, e con il rischio che l’insorgenza di contenziosi e, comunque, eventuali ritardi, possano far slittare l’avvio del servizio che, di regola, dovrebbe iniziare per il primo di ottobre.

Non risponde alla realtà dei fatti, a tal proposito, quanto apparso su qualche titolo di giornale in ordine al miglioramento che questa gara potrà apportare al servizio, essendo, semmai, vero il contrario. Va osservato, infatti, che il capitolato della gara d’appalto è pressochè identico al precedente, ad eccezione di pochissime differenze che, come si dirà, saranno soltanto utili, in concreto, a peggiorare la qualità del servizio.

Innanzitutto, la scelta di affidare il servizio solo per il solo anno scolastico 2018/2019, appare, francamente, un’iniziativa estemporanea e miope, dato che si sarebbe potuta programmare una gara per un affidamento pluriennale, così come si è sempre fatto, onde evitare il repentino avvicendarsi di soggetti gestori, con inevitabili ricadute sulla quantità e qualità degli investimenti che gli stessi saranno portati a limitare al minimo, e sui livelli occupazionali, questi ultimi da sempre sensibili ai cambi d’appalto.

In secondo luogo, la modifica del requisito di capacità economico finanziaria che le imprese partecipanti devono possedere per partecipare al bando taglierà già in partenza il gestore uscente, che per poche migliaia di euro non potrà partecipare. E’ chiaro, infatti, che stante la natura di cooperativa del gestore uscente, lo stesso potesse contare solo sul volume di fatturato derivante dall’impegno profuso nell’ambito dell’unico servizio mensa gestito in territorio ostunese, per l’appunto di poche migliaia di euro inferiore a quello della nuova gara.

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Ciò comporterà che a giocarsi le chances di aggiudicazione saranno le multinazionali del settore che, con tutto il rispetto, si dubita possano mantenere una qualità dei pasti e delle materie prime pari a quelle sino ad oggi garantite dalla Cooperativa Penelope.
E tanto anche alla luce del costo del personale, che assorbirà gran parte dell’importo posto a base d’asta, con la conseguenza che le risorse da destinare all’acquisto della materia prima saranno ben poche.

Ulteriore problema è rappresentato dalle modalità telematiche di prenotazione e pagamento dei pasti da parte delle famiglie. Solo un numero di pasti corrispondenti alle prenotazioni on-line pervenute agli uffici entro il primo mattino saranno pagate dalla stazione appaltante al gestore. Così facendo, si porrà il problema di coloro i quali, o per impossibilità nel connettersi telematicamente, o per mera dimenticanza, non avranno fatto in tempo a pagare. Il gestore del servizio, perciò, dovrà decidere se propendere per non far mangiare i poveri ragazzi o, diversamente, garantire dei pasti senza che gli stessi gli vengano retribuiti. Inutile dire che a fine anno ciò potrebbe influire sulle economie di scala dell’impresa che gestisce il servizio.

L’ultima seria preoccupazione, ma non per importanza, è rivolta al personale.
Il capitolato della gara d’appalto, infatti, se da un lato presenta una clausola sociale facendo riferimento alla forza lavoro impiegata nell’ultimo anno scolastico 2017/2018, dall’altro elenca le figure che non corrispondono assolutamente a quelle realmente impiegate, essendoci una discrepanza in difetto che non potrà che generare pregiudizi nei confronti dei lavoratori.

Oltretutto, non si è tenuto conto degli orari e degli scatti di anzianità del personale impiegato sino ad oggi dalla Cooperativa Penelope, essendovi il concreto rischio che i livelli retributivi vengano lasciati alla completa discrezionalità del gestore subentrante senza alcuna forma di tutela.

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