Giuseppe Tanzarella
Giuseppe Tanzarella
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Volantino Spazio Conad Mesagne

Purtroppo, siamo costretti a dover prendere atto dell’ennesima prova di incapacità fornita da questa amministrazione, e quello che dispiace maggiormente è che a farne le spese è tutta la città, che, ormai, da quattro anni, è in balia di una gestione che, quando va bene, fa dell’immobilismo e del piagnisteo la sua cifra distintiva, quando, invece, si cimenta in qualcosa, ottiene risultati scadenti, come l’ultimo in materia di rigenerazione urbana.

L’ultima notizia che giunge dalla Regione Puglia, infatti, dice che il progetto di rigenerazione urbana redatto dal Comune di Ostuni si è piazzato al posto n. 68, il peggiore in Provincia di Brindisi, e, sicuramente, non in grado di partecipare alla distribuzione delle risorse economiche disponibili, in grado di soddisfare, a quanto pare, per il momento, solo i Comuni piazzatisi tra le prime trenta posizioni. E mentre i nostri comuni limitrofi di San Vito dei Normanni e Carovigno festeggiano il quarto posto (migliore piazzamento provinciale), noi siamo costretti a leccarci le ferite per l’ennesima opportunità persa, a voler ben pensare, a causa di superficialità, incapacità ed intempestività.

La procedura competitiva per la rigenerazione, infatti, di cui già negli anni passati il nostro Comune aveva usufruito per la realizzazione di alcuni importanti interventi di riqualificazione del tessuto urbano (vedi Palaceleste, pista ciclabile), richiedeva un’importante e massiva partecipazione della cittadinanza alle scelte ed alle ipotesi progettuali che avrebbero dovuto caratterizzare la candidatura da sottoporre al vaglio regionale in sede di bando, il quale, tra l’altro, prestava rilevanza particolare alle finalità di tipo sociale e perequativo da perseguire attraverso le scelte urbanistiche (es. recupero periferie, ecc.)

Invece, ricordiamo tutti come è stato gestito dalla maggioranza politica del Comune di Ostuni il percorso di perfezionamento del progetto di rigenerazione. A pochi giorni dalla scadenza del bando, dopo aver già deliberato in Giunta il progetto, ed avendo maturato in quella sede lo strappo politico con il PD per ragioni mai completamente chiarite dalle parti, senza aver portato in Consiglio Comunale nessun documento in grado di far conoscere ai consiglieri comunali gli orientamenti e le scelte compiute, la stessa ha provato a far credere che la partecipazione della città potesse essere assolta da una semplice riunione con il Forum della Società Civile in cui veniva illustrato un Documento di rigenerazione ormai ampiamente confezionato.

Oggi va detto, perciò, che se da un lato non si contano i servizi, le strutture e le iniziative, anche di rilievo sociale, che hanno visto chiudere i propri battenti nel corso di questa legislatura, dall’altro dobbiamo fare i conti con una maggioranza che ha mostrato quale suo massimo slancio ideale e progettuale quello dello sguardo al passato.