Duecentomila euro per il danno d’immagine subito: ammonta a tanto la somma che il comune di Ostuni è pronto a chiedere durante il processo alla ditta “Palmiro Brocca” di Lecce, l’azienda che ha eseguito i lavori nell’edificio “Pessina”. Un istituto scolastico salito agli onori della cronaca dopo il cedimento di una porzione d’intonaco il 13 aprile 2015, nel quale rimasero feriti due bambini allora di 7 anni ed un’insegnante. Un evento che determinò una ribalta nazionale per la Città bianca, per un fatto accaduto in una scuola, ristrutturata da pochi mesi.

L’amministrazione comunale ritiene ora, che l’immagine di Ostuni sia stata offuscata da questo episodio da addebitare alla ditta. Di qui la richiesta di risarcimento. Per quel crollo l’impresa aveva patteggiato la pena di un anno e mezzo durante il processo per il crollo, dove nel gennaio scorso sono stati assolti i tecnici del comune ed esterni, coinvolti in questa vicenda. Ma pochi mesi fa era stata la stessa azienda a citare in giudizio il comune di Ostuni. Al centro di questa controversia giudiziaria la somma di 88 mila euro per i lavori eseguiti a seguito del distacco dell’intonaco nella 2^E.

Dopo gli accertamenti da parte della consulenza tecnica d’ufficio della procura di Brindisi, il comune di Ostuni, infatti, nell’ottemperare all’ordine del Pubblico Ministero, contenuto nel decreto di dissequestro del 30 giugno 2015, ritenne opportuno eseguire alcune opere ed effettuare indagini specifiche finalizzate ad accertare le condizioni nella restante parte dell’edificio. Vennero rifatti gli intonaci sia nell’aula 20, dove si verificò il grave episodio, ma anche in tutta l’ala ovest a piano terra. La somma finale degli interventi fu di 88mila euro circa, di cui 43mila per i lavori ed il resto per le indagini tecniche.

Per pagare queste opere l’amministrazione comunale della Città Bianca utilizzò i soldi, che solo per coincidenza erano dello stesso importo, derivanti dall’intera “rata di saldo” della polizza fideiussoria stipulata dall’impresa leccese in origine dopo l’aggiudicazione dell’appalto con un’assicurazione privata. L’azienda salentina però, sostiene che le uniche spese detraibili dal comune di Ostuni, da quella cauzione, devono essere di 2500 euro, ovvero i soldi necessari per riparare il danno solo nella aula dove si verificò il cedimento dell’intonaco, e non in tutta l’ala ovest della scuola.

Ora l’amministrazione non solo si è costituita in giudizio per difendersi dall’istanza presentata in tribunale dalla “Palmiro Brocca” in merito alla polizza fideiussoria, ma è pronta a chiedere alla ditta 200mila euro per il danno d’immagine «alla luce della enorme risonanza mediatica che ebbe l’evento e della mole dell’attività amministrativa che ne conseguì» si legge nella delibera. A questa prima cifra tra le richieste del comune nei confronti dell’impresa anche altre 11 mila euro circa tra il residuo lavori effettuati, il costo dell’assistenza psicologica a sostegno delle persone coinvolte nel sinistro del 13 aprile 2015, e le spese sostenute del trasloco susseguente al sequestro penale e allo sgombero dell’edificio scolastico.

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