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La Regione riabilita una procedura del 2009 ed ora la politica ostunese si interroga sul futuro del porto di Ostuni.

Dopo che gli uffici regionali del demanio hanno individuato nell’Ati “Cr Costruzioni srl Fraver srl” l’unica concorrente rimasta in lizza per la gestione dell’area di Villanova, la maggioranza annuncia la volontà di approfondire sia il progetto dei privati ma anche altre forme di finanziamento. Dal Pd, invece, è netto il no a qualsiasi intervento privato. «La riqualificazione del porto è in cima alla mia agenda ed in questo sono supportato da tutta la maggioranza. Non possiamo più impantanarci- dichiara l’assessore Luigi Nacci, con delega al porto- in questioni giudiziarie ed amministrative che hanno l’unico effetto di bloccare le enormi potenzialità economiche, sociali e turistiche che sono connesse all’ infrastruttura portuale. Insieme con gli uffici comunali preposti abbiamo avviato un dialogo teso a valutare tutti gli aspetti e cercare di non lasciare indietro nulla».

Il Pd di Ostuni si schiera da parte dell’intervento pubblico. «La stagione della riqualificazione e gestione del porto da parte di imprese private è passata. Noi riteniamo –dichiara il capogruppo Angelo Pomes- che tale intervento, il più importante per la nostra città insieme al completamento dei lavori dell’ospedale, debba essere gestito come opera pubblica e realizzata con fondi pubblici». La procedura riaperta dalla Regione riguarda la concessione per 30 anni di un’area demaniale marittima a terra e di uno specchio d’acqua della superficie di oltre 65mila metri quadri. «A chiunque dovessimo concedere la gestione futura del porto, chiederemo di assicurare condivisione degli obiettivi pubblici per la realizzazione di un’infrastruttura di qualità costruttiva, adeguata alle esigenze del territorio e ambientali. Mi auguro –spiega Nacci- di poter affrontare questi temi con un metodo democratico e nel rispetto dei ruoli, avendo presente unicamente questi obiettivi».

In ballo restano anche altre opzioni. «Questa amministrazione è porterà avanti tutti gli strumenti messi a disposizione dalla Regione prima e dal privato poi. Per questo –conclude Nacci- abbiamo avviato vari iter di finanziamento, Patto per il sud ed il POR asse 7.4, ed ora valuteremo anche le opportunità di una concreta proposta privata, rimasta silente dal 2009». Il Pd spiega alcuni iniziative già avviate. «Negli ultimi mesi ci siamo impegnati perché il comune si dotasse di un proprio progetto e con lo stesso si candidasse per l’ottenimento di fondi pubblici: Patto per il Sud, anche mediante il protocollo d’intesa che abbiamo promosso su nostra iniziativa con i comuni di Gallipoli, Otranto e Trani, strumento di concertazione nei confronti della regione per l’attuazione proprio delle misure e delle risorse già inserite nel “Patto per la Puglia”, con  circa 11 i milioni di euro per il dragaggio, il rinforzo dei moli di tramontana e levante con chiusura al grecale, una nuova e più funzionale sistemazione di posti barca ed ormeggi con annessa area per il rifornimento del carburante, centro servizi,  nuovi parcheggi ed aree pubbliche».

Dal Pd giunge la richiesta all’amministrazione di un’assembla cittadina. «Chiediamo di essere informati, anche con un consiglio comunale monotematico, circa lo stato dell’arte e le iniziative poste in essere, al fine di sollecitare l’approvazione definitiva del Piano regolatore del porto ed il relativo -conclude Angelo Pomes-progetto di riqualificazione».

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