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Il movimento NOI CON SALVINI di Ostuni intende esprimersi ancora una volta sulla situazione amministrativa della “Città Bianca”.

In un clima a metà tra una campagna elettorale fuori stagione da “vorrei, ma non posso fare di più” e una voglia di stabilità che resterà probabilmente soltanto un desiderio espresso male, la rinnovata Giunta Coppola continua a non discostarsi eccessivamente dall’atteggiamento lontano e indifferente di chi ha governato in passato.

Negli scorsi mesi, abbiamo analizzato attentamente lo stato in cui versano contrada Galante e diverse altre zone rurali e periferiche, lasciate perlopiù al proprio destino, ad aspettare una mano dall’alto che sembra essere sempre più un miraggio. Ebbene, con l’approssimarsi della stagione invernale, torna di attualità, tra le altre cose, lo stato delle strade, e non soltanto quelle di campagna, che potrebbero essere spacciate per svizzere, tante sono le buche che le punteggiano, chiuse in modo sconclusionato e raffazzonate, pronte, alla prima pioggia, a riaprirsi tragicamente, divenendo una fonte di serio pericolo per gli automobilisti, spesso alle prese con vere e proprie vasche di acqua, fango e detriti accumulatisi soprattutto negli avvallamenti e nelle cunette. Sappiamo bene come tale fenomeno sia da ascrivere alla mancata pulizia dei bordi stradali, operazione che, ormai, non viene più eseguita da almeno trent’anni e non soltanto nell’agro di Ostuni, ma nell’intera Valle d’Itria, a denotare un’intera classe politica colpevole d’aver ignorato un problema che, in caso di pioggia prolungata e consistente, causa puntualmente forti disagi, come dimostrato dall’alluvione del settembre 2016, dopo la quale, a fronte di enormi danni arrecati agli agricoltori e al territorio tutto, si sono visti ben pochi risarcimenti, laddove, invece, sarebbe assai più facile prevenire le criticità onde evitare di dover trovare una cura in seguito.

Il problema del mancato deflusso delle acque, inoltre, provoca spesso la caduta di interi tratti di muretti a secco, lasciati poi a vegetare, crollati, per anni e anni, tanto da favorire la crescita di rovi e cespugli, con numerosi vecchi tondini di ferro ad arricchire pericolosamente la flora. Un valore, quello dei muretti a secco, troppo spesso trascurato non solo nell’agro di Ostuni, ma nell’intera provincia di Brindisi, che, col tempo, provocherà certamente la sparizione degli stessi, se non accuratamente preservati. Il nostro territorio meriterebbe maggiore attenzione, e andrebbe valorizzato attraverso le eccellenze materiali, strutturali, enogastronomiche e, non ultime, quelle legate alle tradizioni, tali da costituire una carta in più da giocare sul tavolo del turismo e su quello più delicato dell’economia.

Non dimentichiamo, inoltre, tra i proclami, la promessa installazione del bocchettone dell’acquedotto previsto sulla provinciale Martina Franca-Ostuni, uno dei tanti cavalli di battaglia del PD targato regionali 2015, con noti politici ostunesi presentatisi alla popolazione con faldoni di provvedimenti già approvati in Regione e, ad oggi, non ancora resi esecutivi, nonostante il risultato elettorale conseguito in Contrada Galante sia stato eccellente. Come dire: “prendi i voti e scappa”.

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Dunque, nonostante le belle parole piovano a dirotto a corollario di selfie in compagnia di ex Premier, strette di mano e promesse svanite già il giorno successivo alle elezioni insieme ai falsi profeti – eletti o meno – che le hanno elargite, la situazione di Ostuni resta in alto mare, con un comandante e il suo equipaggio che navigano a vista in attesa di un faro che ne guidi la rotta o di un temporale che allaghi ancora una volta le strade, distrugga terrapieni e muretti a secco nel lassismo generale e nelle promesse da marinaio tese a millantare un imminente cambiamento ormai da troppi anni posposto dalle varie giunte succedutesi.

Noi con Salvini, pertanto, si pone dalla parte di chi è più lontano dal centro e di chi il municipio lo guarda soltanto dall’esterno, lontano da colorazioni politiche che, nell’imminenza delle elezioni nazionali, lasciano il tempo che trovano, quelle stese colorazioni politiche che, guardando soltanto ai danni provocati, si rassomigliano tutte drammaticamente, nessuna esclusa, livellando lo spessore amministrativo della città certamente non verso l’alto. Lo chiediamo a gran voce da mesi: se chi governa Ostuni non vuole, non sa o semplicemente non può liberamente esercitare il potere, sarebbe tempo di ridare la parola agli elettori, voltando finalmente questa pagina piena zeppa di errori da matita rossa.

Coordinamento cittadino Noi con Salvini – Ostuni

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