Il movimento politico Articolo Uno interviene nel dibattito politico: “Ci auguriamo che questa triste pagina, piena di veleni e rancori e vuota di politica termini presto”.

Il Sindaco Coppola continua a tediare la città non comprendendo la fine della propria stagione da Sindaco ma nominando un’ennesima Giunta che, come apprendiamo dalla stampa, è fondamentalmente rappresentativa di una minoranza in Consiglio Comunale, in quanto non condivisa neppure con la coalizione da lui guidata alle ultime elezioni.

Continua così quel lungo e triste teatro che dapprima ha visto il Partito Democratico ed il Sindaco Coppola, dopo aver lungamente convissuto all’interno di Palazzo San Francesco, ed al termine di una inevitabile e prevedibile separazione, lanciarsi gli ultimi stracci addebitando colpe e lanciando accuse, nemmeno troppo velate, di interessi mal celati e di spartizioni di incarichi mettendo in luce l’assoluta mancanza di condivisione di intenti che ha sostenuto l’ultimo ciclo di amministrazione e facendo cadere la maschera a quella “responsabilità” a cui davvero pochi avevano creduto.

Ci auguriamo che questa triste pagina, piena di veleni e rancori e vuota di politica termini presto, che queste lotte lascino spazio ai problemi veri degli ostunesi, che magari auspicano la redazione di un piano di viabilità e di parcheggi straordinario per l’estate anziché fare code interminabili per cercare parcheggio, che si chiedono perché paesi più piccoli e meno affollati conoscano parcheggi di interscambio e zone sosta per i soli residenti mentre Ostuni no, che sperano che lo slogan destagionalizzazione prima o poi lasci spazio ad azioni concrete volte ad incentivare quel turismo culturale che è principale se non unico viatico per ampliare la stagione turistica.

Per questo, vogliamo che tutte le forze di opposizione e di sinistra, che credono che i problemi che ci attanagliano non siano dovuti alla presenza di un immigrato in più o in meno ma da una mancata ridistribuzione della ricchezza si diano appuntamento per cominciare a discutere di idee e di programmi.

Perché se una coalizione ha come collante alcune persone o alcuni interessi, finisce per cadere o vivere in un perenne stato di empasse, come la storia recente ci ha insegnato. L’unico modo per esercitare quel cambiamento sbandierato nel 2014 dal Sindaco Coppola e mai attuato, è quello di costruire un substrato di idee e di progetti comuni, che siano radicali, a lungo termine e con una visione di insieme che metta sulla stessa strada i vari settori produttivi di questa città.

Vediamoci, cominciamo a porci alcune domande. Il turismo va fatto con gli eventi o con i servizi? Quali sono le priorità da darsi? Ha senso che la biblioteca sia aperta solo fino alle 18.00, limitando le possibilità di studio di chi sceglie di non allontanarsi negli anni della formazione senza andar via? I servizi sociali, in un periodo così drammatico di crisi, come vanno riformati?

Realizziamo insieme un grande evento in cui si discuta di idee, e non di uomini o coalizioni, e che dia inizio ad un percorso in cui ogni settore vitale della città (Turismo, Agricoltura, Attività Produttive, Urbanistica, Servizi Sociali, Viabilità) sia esaminato in un grande brainstorming collettivo, in cui i protagonisti non siano solo gli amministratori oggi all’opposizione, ma tutte le persone che si riconoscono nella sinistra, pur senza incarichi di partito o amministrativi.

Vogliamo che questo evento possa essere da sprone per forze più fresche ed innovative del centrosinistra ostunese per farsi carico di costruire un progetto che riparta da zero, lasciandosi alle spalle i fallimenti dell’ultima tornata elettorale, e che sia basato su una visione comune di città e non sull’inerzia dovuta ad antichi trascorsi. Siamo certi che, percorrendo le giuste tappe, sapremo costruire una proposta politica forte e propositiva, che abbia come protagoniste le nuove generazioni e che porti nuove idee verso una nuova stagione innovativa, che abbia il coraggio di osare e non solo di tirare a campare, e che permetta di fare un ulteriore salto di qualità ad una terra già felice, ma che ha ancora tanto da dire e tanto da realizzare.

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