Il componente della segreteria cittadina del partito democratico Fabrizio Monopoli interviene sull’argomento che tanto sta suscitando gli animi politici in città: la Rigenerazione Urbana.

Nell’ambito della programmazione regionale, il bando di rigenerazione è una delle opportunità più importanti in tema di qualità urbana e rappresenta forse l’ultima occasione per intercettare fondi grazie ai quali risolvere i problemi presenti in aree caratterizzate da marginalità sociale ed economica nonché da degrado fisico ed ambientale. Nel nostro territorio sono numerose le zone che avrebbero bisogno di un massiccio intervento di riqualificazione, sia nel centro abitato e sia nelle marine. Sul tema però stiamo assistendo da settimane a pesanti accuse secondo le quali alcuni componenti del partito democratico si troverebbero in situazioni di conflitto di interesse per aver voluto inserire lotti di terreno nelle zone da candidare al bando della rigenerazione che apparterrebbero a persone del partito o vicine ad esso. Non ultima è stata la dichiarazione dell’On. Ciracì che ha affermato che “far gestire il settore urbanistico al partito democratico è come affidare a Dracula il ruolo di presidente dell’Avis”.

Ora, a parte che il PD gestisce da tempo l’assessorato all’urbanistica, e quindi Dracula oggi sarebbe già abbondantemente sazio, credo che il segretario e i rappresentanti istituzionali locali del partito debbano chiarire una volta per tutte se esistano situazioni di conflitto di interessi oppure se tali accuse non corrispondono al vero e saranno, pertanto, oggetto di calunnia. È un dovere di verità al quale deve adempiere il Partito sia per gli ostunesi e sia per i suoi militanti, perché diversamente si andrebbe a minare il principio di trasparenza e di buon andamento dell’attività amministrativa nonché si potrebbero ingenerare pesanti ombre sulla gestione del settore urbanistico. Aggiungo, inoltre, che questo clima non sta agevolando la partecipazione ad un bando di ben 3 milioni e mezzo di euro considerato che il medesimo prevede, tra i requisiti, che i progetti presentati siano il frutto di un processo partecipativo allargato alla città, percorso questo ad oggi non solo non ancora avviato (ma per il quale c’è fortunatamente ancora tempo) ma che è quotidianamente minato da chi afferma che sono in pochi coloro che stanno decidendo le zone da rigenerare e gli interventi da realizzare.

Chiedo pubblicamente ai rappresentanti istituzionali del partito democratico di Ostuni di chiarire la situazione e, eventualmente, smentire le pesanti accuse avanzate, spiegando se è vero che c’è una delibera, preparata ma mai approvata, che riporta zone diverse da quelle previste in un primo momento, e nelle quali ricadono lotti di terreno appartenenti a componenti del partito o a persone ad essi vicini.