Giuseppe Tanzarella
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Il consigliere Giuseppe Tanzarella interviene sulla situazione politico-amministrativa in corso al comune di Ostuni.

Alla luce delle ultime dichiarazioni rilasciate da alcuni dei gruppi di potere che compongono la maggioranza amministrativa della nostra città, si è palesata la reale volontà che ha da sempre guidato, sin dall’immediato esito delle elezioni comunali del 2014, l’agire amministrativo degli stessi.  In buona sostanza, continua da oltre due anni e mezzo la situazione politicamente ed amministrativamente inaccettabile che vede governare fianco a fianco forze  antitetiche sia per  la loro intrinseca natura che per il loro posizionamento su alcuni degli argomenti vitali per la nostra realtà comunale e regionale. Vedasi, ad esempio, la contrapposizione che divide i CoR, forza cui ha aderito il Sindaco del nostro comune, dal partito Democratico, su quasi tutte le politiche di respiro regionale i cui effetti  ricadono in maniera evidente e rilevante sul nostro territorio.

Basti osservare le diversità di vedute sulla politica sanitaria (Piano di Riordino Ospedaliero), ambientale (Agenzia Unica Regionale per l’Ambiente), Consorzi di Bonifica, ecc. Non si è compreso che la nostra città non può trarre alcun tipo di giovamento da un’amministrazione composita, assembramento di forze e protagonisti che non hanno alcuna prospettiva progettuale da condividere, alcuna battaglia da condurre all’unisono,  e che sono chiaramente mosse dalla  sola finalità di conservare un assetto che, sacrificando ogni  traccia di programmazione, si sta stancamente ed inesorabilmente trascinando attraverso questa legislatura, lasciando dei grossi punti interrogativi su quello che potrà riservare il futuro. Essendo ciò tanto più grave se si pensa che così facendo lo standard qualitativo di vivibilità del nostro comune subisce conseguenze in termini di costi economici, ma, soprattutto, sociali.

Nonostante tutto, si legge nelle ultime intenzioni manifestate pubblicamente dal Partito Democratico la volontà di uscire allo scoperto, di fare outing, di dare legittimità politica, anche se di politico vi è molto poco, ad un’alleanza innaturale, in uno slancio di una mai sopita bramosìa di potere, rendere in ufficiale ciò che già era sin dai tempi della nomina della Giunta Tecnica, la trasformazione della stampella “responsabile” fornita quale supporto all’anatra zoppa in una “protesi” indispensabile per il mantenimento della poltrona del Sindaco.

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Ed intanto, se si volge a ritroso lo sguardo, nel corso degli ultimi due anni la città ha visto accrescere i propri disagi, non essendo state fornite soluzioni adeguate in grado di risolverli (assoluta carenza di investimenti per la progettazione di opere di pubblica utilità, assenza di manutenzione stradale, carenza di idonea viabilità e parcheggi, mancata attuazione di politiche abitative, carenza dei servizi turistici, aumento spropositato della tassazione, mancato governo della liberalizzazione selvaggia, mancata valorizzazione strutture pubbliche, mancato adeguamento dello strumento urbanistico, mancato perfezionamento dello strumento pianificatorio delle coste, mancata approvazione di un Piano Commerciale, assoluta disattenzione alla salvaguardia dei livelli occupazionali del territorio) e, di contro, non si è vista alcuna politica che possa definirsi innovativa e, per ciò stesso, migliorativa. Anche le numerose sollecitazioni che sono state avanzate dall’opposizione in Consiglio Comunale attraverso l’approvazione di ordini del giorno vertenti su problematiche urgenti e concrete non hanno trovato alcuna udienza nel sordo amministratore.

Oggi, perciò, sarebbe auspicabile sì, in maniera questa volta seria ed incondizionata, da parte di tutti gli attori politici coinvolti, un atto di responsabilità, che partendo da un’azione limpida e sincera conduca a prendere atto che così facendo non si fa altro che prendere in giro gli ostunesi e gli elettori, rimanendo incapaci di tutelare efficacemente le loro istanze.