Giuseppe Tanzarella
Giuseppe Tanzarella
Pubblicità
Pubblicità
Volantino Spazio Conad Mesagne

Il consigliere comunale del Partito Socialista, interviene dopo la firma del protocollo tra i comuni di Ostuni, Otranto e Trani.

Trovo l’ennesima notizia balzata agli onori delle cronache, e mi riferisco al Protocollo d’Intesa da ultimo stipulato dai Comuni di Ostuni, Otranto e Trani, un’ennesima trovata propagandistica utilizzata dall’amministrazione per simulare un qualche risultato nell’ambito delle politiche pubbliche, di fatto, invece, del tutto assenti e prive di qualsivoglia progettualità.

Il Protocollo  dovrebbe servire all’attivazione di strategie finalizzate al reperimento di finanziamenti tesi all’implementazione dell’infrastrutturazione portuale, questi ultimi da ricercare nell’ambito del tanto invocato quanto deludente Piano per Il Sud renziano, o, nel nuovo ciclo di risorse comunitarie.

In ordine a tale questione, però, va detto che i Protocolli già stipulati al medesimo fine, unitamente ad altre iniziative intraprese negli anni, si sono rivelati per quello che effettivamente potevano essere, e, cioè, delle mere dichiarazioni di intenti, che alcuna tangibile utilità hanno apportato alla collettività, se non cocenti delusioni.

Peraltro, il palcoscenico su cui si muove quest’ennesimo tentativo fumoso di trasmettere la sensazione di un’illusoria ed ingannevole efficacia dell’azione amministrativa pare avere il medesimo regista che, negli anni, si è sempre interessato alla portualità nostrana, purtroppo, però, ad onor del vero, occorre ammettere, senza grandi risultati, così come quando ebbe l’intuizione di coinvolgere la società Italia Navigando.

La realtà, perciò, fuga ogni illusione, essendo palese che ora come allora, per il Porto di Ostuni non esiste in concreto alcun finanziamento e che, visti i risultati sin’ora ottenuti con la propaganda, a partire da quella elettorale iniziata due anni fa, sarebbe meglio operare con un basso profilo, pancia a terra, sperando, un giorno, di cavare un ragno dal buco, non sentendosi la necessità superflua e stucchevole, degli inutili proclami.

Invece di perdere tempo negli annunci, pertanto, sino a questo momento inversamente proporzionali ai risultati, consiglio all’amministrazione di scendere per qualche momento dal piedistallo della propria autoreferenzialità e delle sue evidenti contraddizioni politiche e progettuali, al fine analizzare e, possibilmente, risolvere, le problematiche che attanagliano la nostra città.

Voltando lo sguardo a ritroso, a due anni fa, emerge con grossolana evidenza che la città non ha compiuto alcun passo in avanti, semmai è regredita sia nella sostanza che nell’immagine che fornisce nel contesto extracittadino. Del resto, questi risultati poggiano sull’assenza di un importante indicatore dello sviluppo e della prolificità di un’azione di governo, quella rappresentata dagli investimenti previsti nel bilancio dell’ente, che, nel caso del comune di Ostuni,  sono appaiati ad una sconsolante cifra, quella dello zero assoluto.