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La nota dei consiglieri comunali del Partito Socialista

L’ultima scelta amministrativa operata dall’amministrazione in ordine alla gestione della biblioteca è assolutamente incondivisibile sia per il disagio immediato che provoca ai lavoratori licenziati che per le nefaste conseguenze che ne derivano al servizio offerto.

Niny SantoroIn seguito alla cinica scelta di lasciare morire l’appalto che da sempre garantisce il funzionamento della locale biblioteca, presidio di cultura ed informazione della nostra città, deve suonare un grosso campanello d’allarme per tutti coloro i quali, così come il sottoscritto, sono convinti che il lavoro debba essere tutelato e garantito contro ogni forma di prevaricazione e  sopruso, soprattutto da un ente che, come il Comune, dovrebbe rappresentare il baluardo di quella giustizia sociale troppo spesso sacrificata sull’altare di interessi deteriori.

Le ragionieristiche giustificazioni addotte dall’Assessore alla Pubblica Istruzione a sostegno della scelta di non rinnovare il servizio di catalogazione, fornitura servizi culturali ed artistici e custodia presso la biblioteca comunale sono, innanzitutto, ingannevoli ed imprecise.

L’Assessore parla di un costo annuo di € 102.060,00 oltre IVA.

Giuseppe TanzarellaIn verità, il contratto che ha appena cessato i propri effetti, e che non è stato né prorogato né sostituito da altro affidamento, lasciando a casa 8 lavoratori, tra cui 4 disabili, è costato al Comune una cifra di gran lunga inferiore, pari ad € 50.649,30, nell’anno 2014, ed € 42.796,54 nel 2015.

Ma quello che desta ancor più perplessità è che l’Assessore ha dichiarato che la biblioteca verrà gestita dalle unità dipendenti comunali già impiegate, cui si sono state aggiunte altre due unità trasferite da altri uffici, oltre ad un dipendente che verrà assunto a seguito di avviso pubblico, con ulteriore esborso.

Ciò significa che il risparmio effettivo che il Comune potrà fare è meno della metà di quello ipotizzato dall’Assessore nelle sue dichiarazioni rilasciate alla stampa giorni fa.

E’ evidente che, così facendo, si pregiudica la qualità dell’offerta sino ad oggi garantita dal personale occupato dalla cooperativa presso la biblioteca, rappresentato da figure professionali specializzate nella gestione del patrimonio librario, e, cosa più grave, si calpesta il diritto dei lavoratori a mantenere la propria occupazione, dichiarando di voler ricorrere, non si sa come e non si sa il perché, a soggetti terzi ed all’attività dei componenti dell’Università della Terza Età, i quali, peraltro, interpellati, hanno riferito di non sapere ancora nulla delle mansioni che dovranno andare a svolgere, si presume, gratuitamente.

La cosa più tragica, però, che dipinge il quadro di un’amministrazione oramai lontana dai livelli di civiltà cui eravamo abituati nella nostra città, consiste nel fatto che è trapelata in tutta la sua spregiudicatezza la strategia che di qui in avanti verrà posta in essere, orientata, pare, a disperdere tutte le capacità professionali di cui la nostra città usufruisce in settori nevralgici come quello della cultura, non permettendo la salvaguardia dei livelli occupazionali nelle transizioni dovute ai cambi d’appalto.

A tal fine, l’amministrazione vorrebbe provare ad eliminare uno dei più pregnanti presidi di civiltà e di equità sociale, quello rappresentato dall’inserimento della “clausola sociale” nei bandi pubblici.

Il sottoscritto e le forze di opposizione saliranno sulle barricate, perché questo scempio non si compia.

I consiglieri comunali del Partito Socialista Giuseppe Tanzarella e Niny Santoro