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Il progetto esecutivo presentato dall’ing Primo Stasi, venerdì pomeriggio 9 Gennaio nel salone comunale è servito a dimostrare che il progetto AQP può e deve essere oggetto di variante.

La recente risposta negativa di AQP non fa storia. E’ una difesa ad oltranza delle sue posizioni. Sarà eventualmente il consiglio di stato a dire, forse, l’ ultima parola.

La logica con cui Aqp ha esaminato il progetto di variante ubicazionale è stata quella di cercare l’ago nel pagliaio senza porre attenzione alla trave nell’occhio. Contesta fatti marginali , su cui torneremo presto a discutere, ma dimentica le grossolanità del suo progetto quali: uso di tubazioni in gres ceramico non idonee a tratti sotto falda ; uso di pozzetti non a tenuta stagna; quote di scorrimento e di posa vasca troppo alte ( occorrerebbero maggiori scavi) per potere ricevere i reflui della rete interna.

Incontro Pilone Ingegner Stasi  (2)Ma poi c’è da considerare l’enorme problematica relativa all’impatto ambientale della vasca sulla spiaggia . Questa situazione viene dipinta da AQP con le parole “ in piena armonia con le caratteristiche architettoniche del luogo” .

Non solo i depuratori ma anche le vasche contengono liquami o no?

Il progetto di variante fornito ad AQP serve anche a chiarire un fatto fondamentale: la soluzione ubicazionale non era l’unica e quindi non poteva essere approvata con lo strumento della DEROGA. L’ubicazione alternativa, lontana dalla spiaggia, in un terreno destinato a parcheggi, consente: quote di scavo e pendenze utilizzate recentemente da AQP in altri progetti; profondità di scavo e di scorrimento necessarie a consentire il collegamento della rete interna a caduta; stessi costi di quelli previsti da AQP, nonostante l’utilizzo di materiali idonei e più costosi di quelli previsti nel progetto originale: in altri termini, se quotassimo l’attuale progetto AQP con queste migliorie, i costi diventerebbero decisamente più elevati di quelli della variante proposta.

Ovvero, la soluzione AQP avrà necessariamente bisogno di varianti in corso d’opera che provocheranno significative lievitazioni dei costi previsti. Questo è quanto. Dobbiamo evitare che sulla comunità ricadano sia i maggiori costi sia gli irreversibili danni ambientali rinvenienti da possibili sversamenti di fogna nera direttamente sulla spiaggia! Si veda, solo per citare un esempio, il recentissimo evento di questa estate relativo allo sversamento dei liquami nei pressi delle spiagge di Torre San Gennaro: è questa l’ “esperienza” di cui tanto si vanta l’AQP?

Comunicato Stampa Consorzio Villaggio Torre San Leonardo Pilone 2 – Ostuni

 

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