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Volantino Spazio Conad Mesagne

Il consigliere regionale del Partito Democratico, Giovanni Epifani, torna ad interessarsi de tema della Trivellazioni nel Mar Adriatico. Nella nota inviata alla nostra redazione, Epifani conferma l’interesse dell’Italia rispetto a questo problema, “Adesso tocca all’Unione Europea continuare ad interessarsi della questione” – ha dichiarato il consigliere.

Giovanni EpifaniIl percorso di collaborazione che l’Italia ha avviato con la Croazia sul tema delle trivellazioni in Adriatico mi porta ancora una volta a sollecitare parlamentari europei e italiani affinché la questione approdi sui tavoli di Bruxelles e l’Ue definisca una volta per tutte le regole comuni all’intero delle quali i singoli Paesi possono muoversi” ha detto il consigliere regionale Pd, Giovanni Epifani, in una lettera indirizzata al governo italiano e ai parlamentari europei.
Ha spiegato Epifani: “La decisione del ministro all’Ambiente Galletti di incontrare il ministro all’Ambiente croato per definire un percorso condiviso sulla questione trivelle attraverso lo strumento della Commissione mista Italia, Croazia e Slovenia rende ancora più evidente quanto indispensabile sia l’intervento dell’Europa su di un tema così decisivo e quanto sia impossibile per qualsiasi Paese decidere in autonomia senza un terreno giuridico comune. La questione è semplice: se l’Italia decide che le trivellazioni in Adriatico non sono convenienti, ma la Croazia a pochi chilometri di distanza autorizza l’estrazione di idrocarburi, chi può stabilire la legittimità delle due decisioni se non l’Europa? 
L’incontro di Galletti con il collega croato  è un segnale importante
” – ha concluso – “perché dimostra la disponibilità del governo italiano a considerare ogni singola scelta in campo ambientale all’interno di una normativa più ampia di quella nazionale. Mi auguro che il governo italiano e che i nostri parlamentari europei, soprattutto ora durante il nostro semestre di presidenza, facciano pressioni per spingere l’Ue a definire in campo ambientale un quadro normativo certo che contemperi fabbisogno energetico e sostenibilità dei territori”.