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I sottoscritti rappresentanti del centrosinistra in Consiglio Comunale prendono atto, a malincuore, di quanto avvenuto nel corso dell’ultima assise cittadina. E’ bene, a tal proposito, che la cittadinanza tutta, e in particolare gli elettori, che avevano dato fiducia alla coalizione presentatasi a sostegno del candidato Nicola Santoro nelle ultime elezioni, siano portati a conoscenza delle scelte poste in essere dalle forze politiche in Consiglio Comunale. In tale sede, infatti, è emersa in tutta la sua virulenza l’innaturale intesa, più volte smentita con innumerevoli comunicati, tra la maggioranza di centrodestra e il Partito Democratico, che ha portato sia all’elezione del Presidente del Consiglio Angelo Melpignano, proposto e sostenuto a gran voce da tutto il centrodestra, nonostante lo stesso avesse già ritirato la propria candidatura, che, cosa ben più grave per gli effetti riversati sulla popolazione ostunese, all’approvazione dell’aliquota della nuova imposta sui servizi indivisibili denominata TASI. E’ bene premettere, innanzitutto, che i sottoscritti hanno sempre tentato di riunire l’ex centrosinistra ostunese, sollecitando nei propri ultimi comunicati ufficiali un incontro con il Partito Democratico al fine di concordare in maniera condivisa un candidato alla Presidenza del Consiglio che potesse rappresentare l’intera coalizione. Purtroppo, però, i predetti tentativi di approccio sono rimasti inascoltati e non hanno ricevuto alcuna risposta che non fosse limitata alla reiterazione della candidatura inamovibile di Angelo Melpignano. Sempre animati dal medesimo spirito unitario, nel corso dell’ultimo Consiglio abbiamo scelto di proporre una candidatura estranea ai nostri partiti, ma finalizzata a ricucire lo strappo con il PD, invitando lo stesso ad eleggere insieme ai sottoscritti il consigliere Marina Buongiorno, figura giovane, nuova, competente, che potesse incarnare quel rinnovamento generazionale tanto auspicato nel corso della campagna elettorale. Purtroppo, però, nonostante l’ennesimo tentativo, il Partito democratico ha preferito eleggere il candidato scelto dal Sindaco Coppola e dalla coalizione di centrodestra, sancendo, così, di fatto, la propria adesione alla maggioranza di governo della città. L’accordo maturato ha portato, altresì, alla scriteriata approvazione dell’aliquota TASI all’1 per mille senza la previsione di alcuna esenzione o agevolazione per le fasce sociali meno abbienti. E’ bene ribadire, senza timore di smentita alcuna, che nel corso della discussione tenutasi in Consiglio sul preciso punto all’ordine del giorno, solo e soltanto dai banchi dei sottoscritti si è evidenziata la necessità di prevedere, così come, peraltro, inserito nel Regolamento, alcune misure indispensabili a salvaguardare un principio di equità nella tassazione, in favore, ad esempio, delle prime case con rendite catastali più basse, famiglie numerose o monoreddito, con figli affetti da patologie invalidanti, disoccupati, immobili tenuti a disposizione per usi stagionali o altro uso limitato e discontinuo, esercizi commerciali, oltre a società cooperative di capitali di natura agricola. Quando, però, l’assessore al Bilancio Zurlo, palesando la superficialità dello studio preliminare svolto e finalizzato alla fissazione dell’aliquota, si è detta contraria all’introduzione di qualsivoglia agevolazione in assenza di criteri oggettivi e precisi sui soggetti che ne dovessero beneficiare, abbiamo ribadito la possibilità di riproporre quantomeno la stessa esenzione in essere sino ad oggi sull’IMU, la quale prevede che i possessori delle prime case con rendita catastale sino a 50.000 euro vengano esentate dal pagamento dell’imposta. Nemmeno tale proposta, però, è stata accolta né dal centrodestra che dal Partito Democratico. Del resto, la prova del fatto che il Partito Democratico non avesse avuto granchè voglia di opporsi alle scelte errate della maggioranza di centrodestra, la quale palesava l’intenzione di fissare l’aliquota TASI addirittura all’1,5 per mille di un 20% a carico dei conduttori, giustificando la scelta con fantasiosi buchi di bilancio, poi rivelatisi inesistenti, si era già avuta nel corso della Conferenza dei Capigruppo preparatoria dei lavori del Consiglio Comunale, dove solo ed esclusivamente noi dell’opposizione abbiamo attaccato duramente la scelta dannosa per tutta la cittadinanza. Oggi, perciò, riteniamo insufficiente la previsione dell’aliquota all’1 per mille così come approvata, eccessivamente gravosa considerato il periodo di grave congiuntura economica che attraversiamo, e rinnoviamo i nostri intenti di perseguire gli interessi delle fasce di popolazione più deboli, purtroppo dimenticate dalla nuova maggioranza composta dal centrodestra e dal Partito Democratico.

I Consiglieri Comunali di Centro-Sinistra

Giuseppe Tanzarella, Niny Santoro, Tommaso Moro, Domenico Tanzarella, Vincenzo Palmisano, Giovanni Parisi, Emilia Francioso.