mare ostuniApprovata dalla larga maggioranza del Senato, nello scorso mese di aprile, l’impegno del governo centrale a disporre la sospensione delle nuove attività di coltivazione di idrocarburi liquidi entro le dodici miglia dalle linee di costa e dalle aree marine e costiere protette. Soddisfatto del provvedimento il Sen. Salvatore Tomaselli, che in una nota inviata alla nostra redazione scrive:

Il mare Adriatico rappresenta un bene fondamentale, sia per l’ambiente marino che per la vita sociale, culturale ed economica che si svolge lungo le sue coste. Per questo consideriamo scellerata la proliferazione, negli ultimi anni, di richieste d’autorizzazione da parte delle compagnie petrolifere per effettuare ricerche nei fondali adriatici per individuare giacimenti di idrocarburi.

Convinti di ciò, in rappresentanza del gruppo del PD, nello scorso mese di aprile abbiamo promosso una mozione, approvata a larga maggioranza dal Senato, con cui abbiamo impegnato il Governo a disporre la sospensione delle nuove attività di coltivazione di idrocarburi liquidi entro le dodici miglia dalle linee di costa e dalle aree marine e costiere protette.

salvatore tomaselliSi é trattato del più significativo intervento istituzionale intervenuto negli ultimi anni volto a limitare e/o bloccare tale moltiplicazione di istanze.

Le recenti ulteriori richieste, depositate nelle scorse settimane presso i Ministeri competenti, per l’effettuazione di ricerche di idrocarburi al largo delle coste pugliesi ripropongono, però, la necessità di un vero e proprio intervento normativo sia nazionale che internazionale.

Le ultime richieste di ricerche preliminari di giacimenti di idrocarburi, collocate in aree marine ben oltre le 12 miglia (si va dalle 25 alle 40 miglia), esigono infatti la necessità di una vera e propria moratoria che coinvolga l’intero mare Adriatico e, quindi, sia lo Stato italiano che gli altri Stati che si affacciano sul nostro mare, a cominciare dalla Croazia, con un ruolo attivo della stessa Unione Europea.

In tale senso, ho ripresentato all’inizio di questa legislatura (il 25 marzo 2013) il disegno di legge, a mia prima firma e sottoscritto da altri venti senatori di vari gruppi, che prevede il divieto di prospezione, di ricerca e di coltivazione di idrocarburi liquidi nelle acque del mare Adriatico.

Le ricerche e le perforazioni di idrocarburi rappresentano, indubbiamente, una fonte di pericolo serio in nome della tutela del mare e dell’ecosistema che, per le caratteristiche del nostro mare (un mare chiuso, da sembrare un lago), assumono rischiosità ancora più gravi.

Tale scelta rappresenta, poi, nel contempo, un obiettivo economico discutibilissimo per il nostro Paese che, dal punto di vista energetico, ha adottato negli ultimi anni una strategia volta alla progressiva diminuzione delle fonti fossili a vantaggio delle rinnovabili, dell’efficienza e del risparmio energetico.

Obiettivi che continueremo a perseguire con convinzione e caparbietà”.

 

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